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IL CASO

Roma, tre morti in casa a Pietralata: marito, moglie e figlia trovati senza vita dopo gli spari

I corpi scoperti nella camera da letto di un appartamento in via dell’Antracite: i carabinieri dovranno chiarire se si tratti di un omicidio-suicidio

31 Agosto 2026, 15:56

16:00

Roma, tre morti in casa a Pietralata: famiglia trovata senza vita dopo gli spari

Tre persone della stessa famiglia sono state trovate morte in casa a Pietralata, a Roma, dopo l’allarme scattato intorno alle 13. I corpi, colpiti da arma da fuoco, erano nella camera da letto dell’appartamento di via dell’Antracite: gli investigatori valutano l’ipotesi di un omicidio-suicidio, ma la dinamica resta da definire con precisione.

Poco dopo l’ora di pranzo, in una palazzina di via dell’Antracite, nel quartiere romano di Pietralata, il silenzio di un appartamento si è trasformato nel segnale di una tragedia. Quando i soccorritori e i carabinieri sono riusciti a entrare nell’abitazione, si sono trovati davanti a tre corpi senza vita: quelli di un uomo, di una donna e della loro figlia, tutti raggiunti da colpi d’arma da fuoco. I cadaveri erano nella camera da letto, come confermano le prime ricostruzioni emerse nelle ore successive.

Secondo quanto riferito dalle prime fonti giornalistiche concordanti, l’allarme è scattato intorno alle 13 di oggi. A chiedere l’intervento sarebbero stati parenti o persone vicine alla famiglia, preoccupati perché da ore non riuscivano a mettersi in contatto con loro; altre ricostruzioni parlano anche di vicini che hanno sollecitato l’arrivo dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, il 118 e i militari dell’Arma, che hanno avviato i rilievi nell’appartamento al civico 12 della strada.

Le informazioni fin qui emerse convergono su un punto: le tre vittime appartenevano allo stesso nucleo familiare. Si trattarebbe di una coppia e la figlia, descritta come bambina con disabilità. Anche sull’età della minore e dei genitori, allo stato, non risultano conferme univoche da parte degli investigatori. Per questo, al di là delle versioni circolate nelle prime ore, il dato certo resta quello di una famiglia sterminata all’interno della propria casa.

L’ipotesi investigativa che prende forma, nelle primissime ore, è quella di un possibile omicidio-suicidio. Secondo le prime indiscrezioni, gli investigatori ritengono plausibile che l’uomo abbia sparato alla moglie e alla figlia prima di rivolgere l’arma contro se stesso. Si tratta però di una pista iniziale, non di una conclusione definitiva: saranno i rilievi tecnico-scientifici, l’analisi della scena, gli esami autoptici e gli accertamenti sull’arma a chiarire dinamica, tempi e responsabilità. In casi di questo tipo, la cautela non è un dettaglio lessicale ma una necessità giornalistica.

Un ulteriore elemento, riportato da alcuni media, è il ritrovamento senza vita anche del cane di famiglia dentro l’abitazione. È un particolare che aggiunge durezza al quadro e che sarà verosimilmente oggetto di verifica nell’ambito dell’indagine, insieme a ogni altro dettaglio utile a ricostruire cosa sia accaduto nei minuti precedenti alla scoperta dei corpi.

Fuori dal palazzo, intanto, resta lo sgomento del quartiere. Una vicina, a la Repubblica, racconta di una bambina nata nel periodo del Covid e di genitori molto presenti, che la portavano spesso a passeggio. È una testimonianza minuta, non decisiva sul piano investigativo, ma utile a restituire il contrasto tra la normalità osservata dall’esterno e la violenza della scena trovata dagli operatori all’interno della casa.

Nelle prossime ore l’attenzione si concentrerà sugli accertamenti dei carabinieri e dell’autorità giudiziaria: la priorità sarà stabilire la sequenza esatta dei fatti, verificare la provenienza dell’arma e dare un nome definitivo al movente, se un movente emergerà. Per ora, nel quadrante est della Capitale, restano soprattutto tre morti in una stanza e una domanda aperta che chiede risposte fondate, non scorciatoie.