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il caso

Il Veneto approva la legge sul fine vita: esplode la polemica nel centrodestra

Pro Vita & Famiglia attacca i consiglieri di maggioranza, parla di tradimento degli elettori e chiede l'intervento del Governo per impugnare il provvedimento

02 Settembre 2026, 18:29

18:30

Il Veneto approva la legge sul fine vita: esplode la polemica nel centrodestra

Con un voto destinato a suscitare un ampio dibattito nazionale, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare sul fine vita. Si tratta di un passaggio di rilievo nel quadro politico-istituzionale italiano: il Veneto diventa la quarta regione ad adottare una normativa sul suicidio assistito, dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, e la prima amministrata dal centrodestra a compiere questo passo.

Il provvedimento, promosso dall’Associazione Luca Coscioni, definisce con puntualità procedure e tempistiche per l’erogazione, da parte del servizio sanitario regionale, dell’assistenza al suicidio medicalmente assistito.

Un testo analogo era stato esaminato e respinto nella precedente legislatura, nel corso del 2024; questa volta l’aula ha dato il via libera con un margine netto: 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni.

A rimarcare la trasversalità e la sensibilità etica della materia è intervenuto Luca Zaia. «Sia a destra che a sinistra ci sono favorevoli e contrari», ha osservato, auspicando che questioni di tale natura vengano considerate una “no fly zone”, guidata unicamente dalla coscienza individuale dei consiglieri.

Interpellato sul segnale rivolto al Parlamento, Zaia ha invitato a non leggere la scelta come una sfida, bensì come un forte sollecito all’adozione di una legge statale omogenea: «L’obiettivo è evitare che ci siano 50 leggi diverse in Italia», ha spiegato, indicando in una norma quadro nazionale l’“ombrello” capace di armonizzare le disposizioni regionali e di rispondere a un’esigenza che, secondo lui, riguarda l’80% dei cittadini.

Durissima la reazione delle realtà conservatrici e dei movimenti pro-life. Antonio Brandi, presidente di Pro Vita & Famiglia, ha definito l’esito «un attacco alla vita e un vile tradimento dei cittadini» da parte di esponenti del centrodestra, sostenendo che gli elettori si ritroverebbero oggi di fronte a una maggioranza di fatto «progressista e radicale». Brandi ha annunciato una battaglia legale, giudicando la norma veneta incostituzionale alla luce delle precedenti decisioni della Consulta su Toscana e Sardegna, e ha rivolto un appello al Governo affinché impugni il testo approvato a Venezia.

Nel mirino, in particolare, la Lega, accusata di aver ceduto alla spinta ritenuta «radicale e martellante» di Luca Zaia e al voto favorevole espresso anche dal presidente della Regione, Alberto Stefani. Un comportamento che, secondo l’associazione pro-life, smentirebbe il programma leghista contrario all’eutanasia, inseguendo al contempo Forza Italia, rea di aver fatto del suicidio assistito una propria bandiera politica. «Con questo voto», conclude Brandi, «i partiti della maggioranza veneta assumono la responsabilità storica di aver aperto la strada alla cultura della morte in una regione governata dal centrodestra».