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il caso

"Conosco Putin, non colpirà la Nato": la linea di Trump che spiazza l'Europa

Il presidente Usa esclude un'aggressione russa e svaluta le letture d'intelligence dei partner continentali

04 Settembre 2026, 22:07

22:10

"Conosco Putin, non colpirà la Nato": la linea di Trump che spiazza l'Europa

In una fase di forte tensione nei rapporti transatlantici, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha nuovamente cercato di rassicurare l’opinione pubblica internazionale e i partner occidentali sulla postura di Mosca, affermando con decisione che Vladimir Putin non intende colpire il territorio dell’Alleanza.

Davanti ai cronisti, Trump ha escluso in modo categorico l’eventualità di un’aggressione russa contro un membro della Nato. “La Russia non attaccherà il territorio Nato”, ha scandito il presidente, aggiungendo di non nutrire alcuna particolare preoccupazione per le minacce prospettate dagli apparati di sicurezza occidentali. La linea della Casa Bianca tende a ridimensionare quelle che il leader americano ha definito letture “più allarmistiche” diffuse negli ambienti europei di intelligence e difesa. Nella valutazione dell’esecutivo statunitense, l’ipotesi di uno scontro militare diretto fra Mosca e l’Alleanza Atlantica è da escludere, con l’obiettivo di disinnescare la dinamica di contrapposizione e scongiurare possibili spirali di escalation.

Il fulcro dell’analisi geopolitica di Trump non poggia tanto sui consueti schemi di deterrenza collettiva quanto sulla sua interlocuzione diretta con il presidente russo. Il capo della Casa Bianca ha rivendicato più volte, anche di recente, la solidità del proprio rapporto con Vladimir Putin. “Lo conosco molto bene”, aveva dichiarato in un’intervista ad Axios il 19 giugno 2026, descrivendo una frequentazione personale e un canale privilegiato che, nella sua narrativa, costituirebbero un elemento concreto di stabilizzazione. I resoconti ufficiali e diplomatici del 2026 confermano infatti una rete di contatti telefonici e canali aperti tra Washington e il Cremlino, focalizzati soprattutto sul dossier ucraino. In questa prospettiva, la via bilaterale e pragmatica viene indicata da Trump come la miglior garanzia per prevenire un conflitto su vasta scala, preferita ai formalismi multilaterali dell’Alleanza.

Le affermazioni del presidente americano arrivano però in un momento di marcata asimmetria percettiva tra le due sponde dell’Atlantico. Mentre Trump smorza i toni, vari governi europei osservano con crescente inquietudine la pressione russa. La distanza è emersa chiaramente con il recente “caso Lipsia”: Berlino ha attribuito a Mosca la responsabilità di un fallito attacco ibrido con esplosivi il 4 agosto 2026 presso l’aeroporto logistico di Lipsia/Halle, un’azione che “avrebbe potuto provocare una catastrofe”. Se per la Germania e altri partner europei la Russia ha già superato una linea rossa, conducendo operazioni ostili sul suolo alleato, per Trump la soglia di sicurezza resta intatta: Putin non attaccherà la Nato.

Questa divergenza sulla definizione stessa di “minaccia” — intesa da Washington, nella lettura di Trump, come invasione militare convenzionale e, dagli europei, come guerra ibrida sotto la soglia del conflitto aperto — rischia di incidere sulla credibilità dell’intera architettura di deterrenza atlantica, che si fonda non solo sulle capacità militari, ma soprattutto sulla percezione di una ferrea coesione politica.