il caso
Aggravamento improvviso all'Avana: Di Battista d'urgenza in sala operatoria a Cuba
L'ex parlamentare del Movimento 5 Stelle, colpito da un grave malore neurologico lo scorso 28 agosto, è stato sottoposto a un intervento chirurgico salvavita. Annullato il volo sanitario speciale che avrebbe dovuto riportarlo a Roma: la situazione clinica resta estremamente delicata
Doveva essere il giorno del rientro, del sollievo e del trasferimento in una struttura d’eccellenza come il Policlinico Gemelli di Roma. Invece la mattina di sabato 5 settembre 2026 si è trasformata nel momento più critico dall’inizio dell’emergenza. Le condizioni di Alessandro Di Battista, 48 anni, sono precipitate a poche ore dal decollo dell’aereo sanitario che lo attendeva sulla pista dell’Avana. La gravità del quadro clinico ha costretto i medici dell’ospedale Hermanos Ameijeiras a sospendere il rimpatrio e a portare l’ex deputato d’urgenza in sala operatoria.
La vicenda era iniziata lo scorso giovedì 28 agosto. Di Battista si trovava a Cuba per le riprese del reportage “La polvere del mondo”, un progetto per il Fatto Quotidiano e TvLoft. Durante il lavoro, l’ex esponente del M5S ha accusato una cefalea improvvisa e violentissima, seguita da un collasso con perdita di coscienza. Un primo ricovero a Santa Clara, circa 300 chilometri dalla capitale, aveva già evidenziato la serietà di un quadro neurologico. Il successivo trasferimento in ambulanza all’Hermanos Ameijeiras dell’Avana aveva consentito una temporanea stabilizzazione; il paziente appariva vigile e lucido. Ma, come spesso accade in neurologia, una stabilità iniziale può rivelarsi ingannevole.
Nei giorni scorsi, a conferma della delicatezza del caso, sono giunti a Cuba due specialisti del Policlinico Gemelli di Roma: un neurochirurgo e un rianimatore, insieme alla compagna di Di Battista, Sahra Lahouasnia. Il loro compito era valutare la reale idoneità al trasporto su un volo sanitario transatlantico messo a disposizione dal governo italiano. Nonostante un messaggio social pubblicato dall’ex parlamentare il 2 settembre, in cui provava a rassicurare parlando di un cauto miglioramento, l’evoluzione clinica ha preso una piega imprevista. La decisione di rinunciare alla partenza e procedere immediatamente all’intervento all’Avana indica che la situazione neurologica non offriva più margini di sicurezza per un volo di oltre dieci ore. Pur in assenza di una diagnosi ufficiale, l’accesso in sala operatoria lascia presumere la necessità di trattare tempestivamente una lesione o una complicanza intracranica attiva.
Interpellato da Adnkronos, il professor Piero Barbanti, direttore dell’Unità Cefalee e Dolore dell’IRCCS San Raffaele di Roma, ha ipotizzato che la cefalea improvvisa e devastante possa essere riconducibile a una “cefalea a rombo di tuono”, spesso spia di un’emorragia subaracnoidea dovuta alla rottura di un aneurisma. Si tratta, precisa lo specialista, di valutazioni basate sulla letteratura medica e non di una diagnosi diretta; spiegano però perché, in simili circostanze, il rischio di una nuova emorragia o di un improvviso deterioramento neurologico imponga monitoraggio serrato e, se necessario, un intervento immediato.
La conferma dell’operazione è giunta tramite una nota dell’Associazione Schierarsi, rilanciata sui profili social di Di Battista, nella quale si annuncia il rinvio del rientro in Italia e si fa appello alla “massima discrezione e prudenza nella diffusione delle informazioni”. Le prossime ore saranno decisive per monitorare il decorso post-operatorio nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale cubano. Il rientro a Roma è rinviato a tempo indeterminato: la priorità assoluta resta la stabilizzazione dei parametri vitali dell’ex deputato.