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Meteo

L'estate si spezza: aria fresca e temporali mettono fine al gran caldo ma sempre un po' meno in Sicilia

A partire da martedì perturbazioni atlantiche con temporali al Nord; l'estate 2026 potrebbe essere tra le più calde mai registrate

06 Settembre 2026, 18:34

18:40

L'estate si spezza: aria fresca e temporali mettono fine al gran caldo ma sempre un po' meno in Sicilia

Il gran caldo dell’estate 2026 è agli sgoccioli: i prossimi due giorni potrebbero essere gli ultimi con temperature sopra la media e da mercoledì sono attese aria fresca e piogge. «È in arrivo un cambiamento sostanziale rispetto a quanto abbiamo visto finora», osserva Bernado Gozzini, direttore del consorzio Lamma del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Se le previsioni a lunga scadenza sono impossibili e la fine di settembre potrebbe riservare qualche sorpresa, di sicuro è ormai imminente «la rottura di una lunga estate».

A determinarla è una «maggiore dinamicità della circolazione atmosferica» dovuta all’arrivo di una perturbazione proveniente dall’Atlantico: un’area di bassa pressione che inizialmente arriverà su Gran Bretagna e Francia e quindi in Italia, dove è atteso un deciso calo della temperatura. Il passaggio è atteso per mercoledì 9, ma nelle regioni settentrionali i primi segnali del cambiamento potrebbero arrivare già martedì, con temperature più basse e instabilità sulle regioni dell’arco alpino, in particolare Piemonte, Lombardia e Veneto.

Mercoledì 9 l’instabilità si estenderà a tutte le regioni del Centro-Nord, dal Lazio in su. La massa di aria fredda in alta quota si scontrerà con l’aria calda accumulata finora, portando precipitazioni. Si attendono perciò «temporali intensi e non si escludono colpi di vento e grandinate: sarà una situazione - dice Gozzini - da seguire in ciascuna regione».

Giovedì 10 la perturbazione è attesa anche su tutte le regioni tirreniche e in quelle meridionali, in particolare nella parte nord della Sicilia, Campania, Puglia e Calabria; il maltempo persisterà anche al Centro, su Lazio, Toscana e Marche, mentre su Piemonte e Lombardia si affaccerà un po’ di sole. Temporali residui sono previsti venerdì e nel prossimo fine settimana ancora al Sud, in Puglia, Calabria e Basilicata. In Sicilia le temperature di attesteranno sempre intorno ai 33 gradi e soltanto a partire da sabato 12 settembre è previsto un calo di 4-5 gradi.

«Questo cambiamento sostanziale potrebbe durare fino a metà settembre, ma quello che succederà poi è da vedere», dice ancora Gozzini. «Negli ultimi anni settembre è stato un mese estivo e non ci sono ancora elementi per escludere un fine settembre caldo, con il ritorno di temperature sopra i 30 gradi». È d’accordo il meteorologo Andrea Giuliacci, di Meteo.it: «nella seconda metà di settembre sono probabili ancora giornate tipicamente estive, ma possiamo dire di esserci lasciati alle spalle i lunghi periodi soleggiati e caldi. Secondo le prime proiezioni, in settembre le perturbazioni cominceranno ad attraversare il Paese con regolarità».

Mentre l’estate astronomica, iniziata con il solstizio del 21 giugno, si concluderà il 23 settembre con l’equinozio d’autunno, quella meteorologica è iniziata il primo giugno ed è finita il 31 agosto. È quindi tempo di bilanci e le prime analisi fanno sospettare che sia stato battuto il primato dell’estate 2003, finora considerata la più calda mai registrata in Italia. «Lo sapremo a breve», dice Giuliacci. «Sicuramente - aggiunge - le estati 2003 e 2026 sono state le più calde ne nostro Paese».

«In alcune regioni, come il Veneto, il record del 2003 è già stato superato», osserva il fisico dell’atmosfera Lorenzo Giovannini, dell’Università di Trento. «La cosa che preoccupa - prosegue - è che le cose sono molto cambiate rispetto a 20 anni fa: l’estate 2003 era stata completamente anomala rispetto alla climatologia di allora, mentre negli ultimi anni la media delle temperature si è alzata e, purtroppo, in futuro i livelli del 2026 potrebbero essere superati facilmente».

Guardando a breve termine, comunque, sembra ragionevole che ci stiamo lasciando alle spalle il periodo di «caldo duraturo iniziato a fine maggio e interrotto solo da piccoli intervalli. Ragionevolmente - conclude Giovannini - un caldo come quello dell’estate non si potrà avere nella seconda metà di settembre».