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Tokyo

2026, fuga dal Giappone: mille manager stranieri lasciano il Paese per la stretta sui visti

Le rigide normative introdotte dal governo conservatore innalzano i requisiti di capitale e impongono l'assunzione di personale locale, mettendo in grave crisi i piccoli imprenditori

07 Settembre 2026, 07:33

07:40

2026, fuga dal Giappone: mille manager stranieri lasciano il Paese per la stretta sui visti

Nella prima metà del 2026, quasi mille titolari di visto per manager d'impresa hanno abbandonato il Giappone, registrando un esodo quadruplicato rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Secondo i dati dell'Agenzia per i servizi d'immigrazione riportati dal Japan Times, 953 imprenditori stranieri hanno lasciato il Paese senza completare le procedure di rientro. Il trend risulta in costante accelerazione: si è passati da una media di 40 partenze mensili nei primi tre trimestri del 2025 al picco di 226 registrato nel solo mese di giugno. A innescare questa ondata di rientri in patria sono state le severe norme introdotte a ottobre 2025 dal governo guidato dalla premier Sanae Takaichi, con l'obiettivo dichiarato di arginare l'immigrazione fraudolenta e tutelare il mercato del lavoro locale.

Le nuove disposizioni hanno innalzato drasticamente il capitale minimo necessario per l'ottenimento e il rinnovo del visto, portandolo da 5 a 30 milioni di yen (circa 165 mila euro), e hanno introdotto l'obbligo di assumere a tempo pieno almeno un cittadino giapponese o un residente permanente. Questa stretta sta colpendo con particolare durezza il tessuto della piccola imprenditoria straniera, specialmente il settore della ristorazione etnica. Nonostante il governo abbia concesso un periodo transitorio fino a ottobre 2028 per l'adeguamento alle nuove regole, l'impatto sul campo è già drastico: un sondaggio della Tokyo Shoko Research evidenzia come quasi la metà degli intervistati lamenti gravi difficoltà operative e una percentuale crescente stia considerando la chiusura definitiva. Le nuove politiche segnano così una brusca inversione di tendenza per un visto che fino a fine 2025 viveva una fase di forte espansione, con quasi 47 mila titolari, di cui circa la metà di nazionalità cinese.