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L'analisi

Tajani sulla vittoria di Afd: l'avanzata dell'ultradestra è dolorosa, ma l'Ue deve cambiare rotta

Il ministro degli Esteri commenta il successo dell'AfD legandolo al disagio economico dell'Est e respinge i parallelismi con l'Italia. Richiesta una profonda revisione delle politiche comunitarie contro le forzature ideologiche

07 Settembre 2026, 08:32

08:40

Il ministro Tajani  a Catania: «Forza Italia, ascolterò tutti. La priorità è difendere la bandiera, non rinuncio alla guida della Sicilia»

Antonio Tajani al suo arrivo nella redazione di La Sicilia

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, nel corso di un'intervista al quotidiano Il Messaggero, ha analizzato l'esito delle recenti elezioni in Germania che hanno visto un forte balzo in avanti dell'estrema destra. Riguardo al peso politico di questo risultato, il vicepremier ha dichiarato: «Un segnale preoccupante, certo. Ma anche un voto locale, regionale.». Sottolineando come l'esito non sia giunto del tutto inaspettato, ha precisato che «Il voto in Sassonia - aggiunge - era largamente atteso, si sapeva che AfD avrebbe potuto avere una netta affermazione. Del resto, in Germania dell'Est raccolgono gran parte dei loro successi.». Respingendo l'idea che un consenso così ampio derivi esclusivamente da un'adesione all'estremismo neonazista, Tajani ha individuato le vere radici del fenomeno nella storia e nell'economia di quei territori: «Ma non è questo il punto - prosegue Tajani -. Nella Germania dell'Est per decenni sono stati sotto il comunismo della Ddr, quella regione rappresenta la parte più povera della Germania e l'estremismo arriva sempre dove ci sono maggiori difficoltà economiche».

Il leader di Forza Italia ha inoltre voluto tracciare una netta linea di demarcazione rispetto alla situazione del nostro Paese, cogliendo l'occasione per lanciare un chiaro messaggio alle istituzioni europee. «La Germania è la Germania - afferma ancora il ministro degli Esteri -, l’Italia è l’Italia. Realtà completamente diverse, lì c'è ancora il malcontento per l’unificazione tra le due Germanie. Certo, bisogna reagire. L’Europa deve cambiare: basta fondamentalismi, basta green deal, meno burocrazia, sì al mercato unico. In generale scelte meno ideologiche meno distanti dai cittadini.». Ribadendo l'incompatibilità tra il suo schieramento e la formazione politica tedesca uscita vincitrice dalle urne, ha evidenziato come «L'esito del voto in Sassonia-Anhalt - continua - è l'affermazione di una forza politica che è antitetica rispetto ai valori liberali e occidentali nei quali si riconosce Forza Italia ed è una pessima notizia che speriamo sia un’eccezione locale. Il risultato è senz'altro doloroso.».

Infine, il titolare della Farnesina ha trasformato l'analisi del voto in un accorato appello per una rapida riforma strutturale dell'Unione Europea, necessaria per arginare le derive estremiste. A tal proposito, ha concluso sottolineando che «Il voto della Sassonia - prosegue - deve spronare le forze popolari e liberali a fare molto di più. Ora la svolta nelle politiche comunitarie è decisiva: basta con l’Ue che non decide, basta con l’Ue moltiplicatore di norme inutili, basta con le forzature per una transizione ecologica sotto la spinta delle ideologie. Siamo convinti che alla fine prevarranno i valori di libertà, centralità della persona, solidarietà e sussidiarietà sui quali si è sviluppata la rinascita europea dopo gli orrori del nazismo, e che hanno eretto un baluardo verso la barbarie comunista».

Anche Nicola Fratoianni riguardo commenta le elezioni in Sassonia-Anhalt che ha visto il trionfo dell’Afd. «Si rischia il naufragio dell’Europa. Dev'essere una sveglia potente: occorre mobilitarsi immediatamente, anche in Italia, per rimuovere terreno all’estremismo di destra. Questi in Germania si definiscono il nazismo dal volto simpatico», ha detto a "Repubblica" . «È l'effetto del tracollo del welfare state, della civiltà del lavoro, della diseguaglianza che continua a crescere alimentando una povertà che rende le persone più sole e insicure non solo nella loro dimensione materiale, ma persino esistenziale», spiega il co-leader di Avs.