Pietracatella
Avvelenate con la ricina, la procura di Larino chiede altri sei mesi per risolvere il caso
Si attendono gli esami del Robert Koch Institute e i nuovi accertamenti sul fascicolo per duplice omicidio di madre e figlia
La procura di Larino chiede la proroga delle indagini per il caso di Pietracatella.
La richiesta sarà formalizzata nei prossimi giorni al gip. È quanto si apprende dalla stessa procura che indaga sull'avvelenamento con la ricina di Sara Di Vita e di sua mamma Antonella Di Ielsi, avvenuto a fine dicembre.
Il fascicolo per duplice omicidio premeditato fu aperto a marzo scorso e dunque sono ora in scadenza i sei mesi delle indagini preliminari.
Con la proroga ci saranno altri sei mesi di tempo, e quindi il nuovo termine sarà a marzo del prossimo anno.
La necessità di proseguire con le indagini è legata alle numerose attività ancora in corso e al lavoro dei consulenti italiani e tedeschi che non è ancora concluso.
Come è noto si attendono in particolare gli accertamenti su alimenti, sangue e reperti che vengono analizzati al Robert Koch Institute di Berlino.
Nel fascicolo di Larino per duplice omicidio premeditato (che è ancora contro ignoti), nel marzo scorso è confluito anche il primo fascicolo, quello aperto a fine dicembre dalla procura di Campobasso per omicidio colposo e che vede indagati 5 medici.