Il caso
Usa, i democratici all'attacco di Trump per la promessa dei 5.000 dollari. E rispunta anche Hillary Clinton
L'ex candidata alla presidenza (sconfitta nel 2016): «Ci favorisce». E il tycoon, denuncia la rete Abc, blocca l'intervista a Talarico. Ma i Dem restano indietro nei sondaggi per le elezioni di midterm
La proposta shock di Donald Trump di distribuire 5.000 dollari a tutti gli americani in caso di vittoria alle midterm gela i democratici ma non smorza il loro ottimismo per l’esito del voto. «La convention dei conservatori e il discorso di Trump alla fine ci favoriscono», ha detto l’ex segretario di Stato Hillary Clinton cavalcando l’onda delle critiche piovute sull'ultima iniziativa del presidente. «Trump vuole comprare i vostri voti. E’ l’uomo più corrotto che sia mai entrato nello Studio Ovale», ha attaccato Gavin Newsom, il governatore della California e papabile candidato alle presidenziali del 2028.
Gli strateghi democratici leggono nell’affondo di Trump l’ammissione implicita delle difficoltà dei repubblicani a novembre: offrendo soldi agli americani alle prese con un carovita soffocante, il presidente vuole far breccia nel loro cuore e spingerli a votare per i conservatori così da mettere mano su un assegno in grado di fare la differenza su quella affordability - la capacità di arrivare alla fine del mese - tema centrale della campagna elettorale. La distribuzione di un dividendo è «l'ennesima promessa vuota», ha tuonato il partito dell’opposizione ricordando come Trump già in passato aveva assicurato agli americani assegni che alla fine non sono mai arrivati.
Nel 2025 aveva promesso un 'dividendo dazì da 2.000 dollari che non è mai stato pagato. Prima ancora si era espresso a favore della distribuzione del 20% dei risparmi realizzati dal Doge di Elon Musk agli americani, neanche questi - hanno osservato i liberal - sono mai arrivati» agli americani. Le promesse non mantenute del presidente sono per i liberal un motivo di ottimismo, che va ad aggiungersi ai sondaggi che li vedono avanti ai repubblicani per la conquista del Congresso.
Sul controllo del Senato si stanno giocando le battaglie più dure. Fra queste lo scontro in Texas fra il repubblicano Ken Paxton e il democratico James Talarico, oggetto da mesi di ripetuti attacchi da parte di un Trump intenzionato a fare tutto il possibile per far eleggere il suo candidato.
Per evitare una possibile vendetta del presidente, Abc ha deciso di non trasmettere in chiaro, ma solo su YouTube, l’intervista di Talarico con Jimmy Kimmel. Il comico ha spiegato che la decisione punta a evitare che l’agenzia governativa Fcc, mossa da motivazioni politiche, possa nuovamente minacciare le licenze delle emittenti Abc. «Trump è presidente, la sua Fcc ha minacciato la nostra rete sulla base di semplici decisioni editoriali tradizionali, prenotazioni di ospiti che a quanto pare non gradiscono», ha denunciato.
Favoriti dai sondaggi e dai mercati di previsione alle midterm, i democratici non hanno però una strada facile davanti a loro. Una vittoria sarebbe sicuramente un successo ma farebbe emergere le spaccature già evidenti all’interno del partito fra le sue due anime. Da una parte la moderata vicina all’establishment, dall’altra quella progressista che sta spopolando alle primarie e che punta, in caso di vittoria alla midterm, ad alzare la voce e pretendere una svolta all’interno del partito. Una guerra intestina che rischia di andare in scena davanti a tutta l’America con il rischio di compromettere la chance dei democratici per il 2028.
(di Serena Di Ronza - Ansa)