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la guerra

Il gelo del Cremlino sul vertice di dicembre: "Se Zelensky vuole parlare venga a Mosca"

Peskov rispedisce al mittente l'apertura del leader ucraino e conferma lo stallo totale sui colloqui di pace

12 Settembre 2026, 22:40

22:50

Il gelo del Cremlino sul vertice di dicembre: "Se Zelensky vuole parlare venga a Mosca"

La diplomazia si infrange contro il muro eretto dal Cremlino, mentre nei cieli dell’Europa orientale tornano a riecheggiare le sirene d’allarme.

La proposta del presidente ucraino Volodymyr Zelensky di incontrare Vladimir Putin a margine del G20, previsto a dicembre a Miami, per “parlare e prendere decisioni” è stata respinta con un gelido “impossibile”.

Dal vertice dei Paesi Brics a Nuova Delhi, il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito con fermezza la posizione russa: un eventuale faccia a faccia tra i due leader potrà svolgersi soltanto nella capitale russa.

A rincarare la dose è intervenuto il ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che ha definito “sfacciata” la richiesta di Kiev all’Occidente di inviare almeno 120 missili Patriot al mese per proteggere le città con l’avvicinarsi dell’inverno.

Secondo Lavrov, le forniture militari a sostegno di Kiev alimentano il conflitto, coinvolgono apertamente i Paesi della Nato e rappresentano un pericoloso “gioco con il fuoco”.

Il brusco stop alle aperture negoziali arriva a pochi giorni dalla missione condotta a Mosca e Kiev dagli emissari statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, il cui tentativo di riattivare un canale di dialogo si è scontrato con l’irrigidimento delle parti.

Sul terreno, a quattro anni e mezzo dall’inizio dell’invasione russa, l’assenza di intesa si traduce in una nuova, drammatica escalation.

Le forze di Mosca hanno intensificato le incursioni con missili e droni contro infrastrutture civili e centri abitati.

Gli ultimi attacchi notturni hanno provocato almeno quattro vittime: due a Zaporizhzhia e due presso lo stabilimento ArcelorMittal di Kryvyi Rih.

A Odessa la situazione appare particolarmente grave: i bombardamenti hanno colpito diversi edifici residenziali, distruggendo interi piani e causando 35 feriti, tra cui un neonato di appena cinque mesi.

Non si ferma neppure la risposta ucraina, con un incremento dei blitz a lungo raggio in territorio russo contro raffinerie e depositi logistici.

La tensione ha superato i confini nel tardo pomeriggio, quando un drone senza pilota ha sorvolato Ucraina e Moldavia prima di precipitare in Romania, dove l’impatto ha innescato un incendio rapidamente circoscritto.