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indagini

Scontro nella laguna di Venezia: lui muore, lei dispersa dopo l'impatto col taxi acqueo

La coppia era sposata da tre mesi, anche un altro familiare del giovane venne coinvolto in un incidente nautico

13 Settembre 2026, 20:44

Scontro nella laguna di Venezia: lui in fin di vita, lei dispersa dopo l'impatto col taxi acqueo

Il decesso di Sean Michieli è stato certificato in serata, al termine delle sei ore previste per l’iter di accertamento. Sua moglie, Gabriela Querino, risulta invece dispersa nella laguna di Venezia, setacciata senza sosta da Carabinieri e Vigili del fuoco. La tragedia della giovane coppia, sposata da appena tre mesi, è iniziata ieri poco prima delle sei del mattino, quando il loro piccolo natante si è scontrato con un taxi acqueo al largo dell’isola di Tessera, non lontano dall’aeroporto del capoluogo veneto.

Già dal primo pomeriggio le speranze si erano affievolite. Gli accertamenti clinici per dichiarare la morte del 25enne, pescatore appartenente a una famiglia da generazioni legata al mare, sono partiti nel pomeriggio e si sono conclusi dopo le 21. Le ricerche della moglie, 26 anni, di origini brasiliane e a sua volta appassionata di vita di bordo, sono state sospese con il calare del buio e riprenderanno alla luce del giorno. Per ore non vi è stata conferma della presenza della giovane a bordo. I familiari di Michieli, però, hanno spiegato che i due erano pressoché inseparabili in mare e con ogni probabilità erano usciti insieme anche ieri, lasciando Burano, dove risiedono, per procurarsi esche.

In serata, quando i Vigili del fuoco hanno recuperato il relitto, i Carabinieri hanno rinvenuto elementi che inducono a ritenere la 26enne presente al momento dell’impatto. Di Querino, tuttavia, al momento non c’è traccia. Alle operazioni hanno preso parte i sommozzatori del nucleo regionale dei Vigili del fuoco, supportati da un elicottero e da moto d’acqua. Le ricerche riprenderanno con gli stessi mezzi. Finora le acque torbide della laguna, la scarsa visibilità anche a breve distanza e l’alternanza delle maree hanno reso il lavoro particolarmente complesso.

Non è un’eccezione: lo scorso anno, al largo di Punta Sabbioni, il barchino di un pescatore fu individuato, ma le ricerche dell’uomo, senza esito, proseguirono per settimane. Sull’incidente indaga la Procura di Venezia. Ricostruire con precisione la dinamica non è semplice: l’unico testimone è il conducente del taxi acqueo e, prima dell’alba, tra buio e nebbia, nessuno ha visto. Mancano inoltre telecamere. Attribuire responsabilità, dunque, si presenta come un compito difficile.

La Procura ha aperto un fascicolo ipotizzando il reato di cui all’articolo 589-bis del codice penale, relativo all’omicidio stradale e, per estensione, a quello nautico. Per la famiglia Michieli si profila una seconda, dolorosa sciagura consumata nelle stesse acque che ne hanno segnato la vita. Nel 2007 lo zio di Sean, Endrius, 19 anni, morì in seguito allo scontro tra il suo barchino e una bettolina che trasportava carburante, non lontano dalle Fondamente Nove, di fronte all’isola-cimitero di San Michele, durante un violento nubifragio con forti raffiche di vento. Diciannove anni dopo, il cuore di Sean si è fermato in un ospedale della terraferma, mentre la moglie — che quel parente non ebbe modo di conoscere — risulta ancora dispersa nelle stesse acque.