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l'incontro

Trump chiede a Kyiv di risparmiare le raffinerie russe: la guerra del diesel divide Washington e l’Ucraina

I dati internazionali mostrano una crisi più ampia: alle forniture russe perdute si sommano il crollo delle esportazioni dal Golfo

13 Settembre 2026, 22:49

22:50

Trump chiede a Kyiv di risparmiare le raffinerie russe: la guerra del diesel divide Washington e l’Ucraina

Trump chiede all'Ucraina di fermare gli attacchi alle raffinerie petrolifere russe.

Sul campo da golf di Doonbeg, affacciato sull’Atlantico, Donald Trump ha indicato a Volodymyr Zelenskyy un bersaglio da cancellare dalla lista ucraina: le raffinerie russe. La richiesta, durante la visita presidenziale in Irlanda, arriva mentre il diesel sfiora livelli record negli Stati Uniti e il mercato mondiale perde forniture sia dalla Russia sia dal Golfo. 

La richiesta di Trump a Zelenskyy

Le parole di Trump sono arrivate ai margini dell’Irish Open, disputato nel suo resort di Doonbeg, sulla costa occidentale dell’Irlanda. Interpellato sui contatti con Vladimir Putin e Volodymyr Zelenskyy, il presidente americano ha trasformato una domanda in una richiesta operativa rivolta direttamente a Kyiv: smettere di colpire le infrastrutture russe legate alla produzione e alla distribuzione del gasolio.

Trump ha sostenuto che l’Ucraina possa continuare ad attaccare altri obiettivi, ma non quelli del diesel, perché la loro distruzione starebbe danneggiando l’intero mercato mondiale. Ha inoltre affermato di aver già affrontato la questione con Zelenskyy. 

Per Kyiv, le raffinerie non sono semplici impianti commerciali. Il governo ucraino considera il settore petrolifero russo una componente essenziale della capacità bellica di Mosca: genera entrate, alimenta la logistica militare e sostiene un’economia ormai profondamente orientata allo sforzo di guerra.

La strategia ucraina contro l’apparato energetico russo

Negli ultimi mesi l’Ucraina ha intensificato gli attacchi a lunga distanza con droni, raggiungendo raffinerie, depositi, stazioni di pompaggio e terminali situati anche a centinaia o migliaia di chilometri dal fronte. L’intelligence militare ucraina ha rivendicato un’incursione contro la raffineria di Slavyansk-on-Kuban, nella regione russa di Krasnodar, sostenendo di aver colpito un’unità di lavorazione e l’area dei serbatoi. 

La campagna ha già prodotto conseguenze visibili. Alla fine di giugno erano state segnalate forme di razionamento o restrizioni in oltre metà delle regioni russe, comprese aree lontane dagli impianti direttamente colpiti. Mosca ha progressivamente limitato le esportazioni di benzina, carburante per l’aviazione e diesel nel tentativo di proteggere il mercato nazionale e contenere l’aumento dei prezzi.

Il divieto sulle esportazioni di gasolio introdotto dalla Russia l’8 luglio 2026 ha mostrato quanto gli attacchi ucraini siano riusciti a trasformare un problema interno in una perturbazione internazionale. Secondo i dati sulle spedizioni marittime raccolti da S&P Global, a luglio le esportazioni russe di prodotti raffinati sono scese a circa 1,18 milioni di barili al giorno, contro 1,51 milioni a giugno, il livello più basso dall’inizio della serie nel 2016.