la storia
Paura lungo la costa australiana: squalo attacca un surfista a nord di Geraldton
L'allarme è scattato nella mattinata a Glenfield Beach con la chiusura immediata del litorale e l'intervento dei soccorsi d'emergenza
Mattinata di paura e soccorsi dall’alto sul litorale del Mid West australiano.
Lunedì 14 settembre 2026, un surfista sulla cinquantina è stato aggredito da uno squalo mentre era in mare a Glenfield Beach, rinomata spiaggia a circa 13 chilometri a nord di Geraldton e 430 chilometri da Perth.
L’allarme è scattato alle 9:45 ora locale (le 1:45 in Italia). Nel giro di pochi minuti due ambulanze della St John Ambulance Western Australia sono arrivate sul posto, prestando le prime cure all’uomo direttamente sulla battigia.
Ricoverato con massima urgenza al Geraldton Health Campus, il paziente è stato dichiarato nel pomeriggio in condizioni gravi ma stabili dal Western Australia Country Health Service, che ha precisato come non sia in immediato pericolo di vita. La dinamica resta in gran parte da ricostruire: le autorità non hanno diffuso informazioni sull’entità dei traumi, né chiarito a quale distanza dalla riva si trovasse il surfista al momento dell’attacco o se sia rientrato a terra da solo o con l’assistenza di altri bagnanti. Sulla sabbia è rimasta la tavola della vittima, pesantemente danneggiata e segnata da profondi solchi compatibili con un morso. La polizia e i funzionari del Department of Primary Industries and Regional Development dell’Australia Occidentale l’hanno posta sotto sequestro per perizie tecniche e accertamenti biologici.
Gli esperti puntano a esaminare l’impronta del morso ed eventualmente isolare tracce di DNA per identificare con certezza la specie coinvolta. Al momento, però, gli inquirenti invitano alla prudenza: qualsiasi attribuzione sarebbe “prematura” e non va basata su osservazioni visive di pochi istanti. In via precauzionale Glenfield Beach – conosciuta tra i locali anche come “Glennies” – è stata immediatamente interdetta al pubblico.
Le forze dell’ordine hanno chiesto a residenti e turisti di tenersi alla larga dal litorale per non ostacolare le operazioni e per motivi di sicurezza. La durata della chiusura dipenderà dagli esiti dei pattugliamenti in mare e dalle valutazioni delle autorità competenti. Meta abituale della comunità, Glenfield Beach è frequentata tutto l’anno per surf, bodyboard, kitesurf e snorkeling, con un picco tra aprile e ottobre quando onde e venti sono particolarmente favorevoli. Le autorità hanno richiamato l’attenzione sulle mappe e sugli avvisi in tempo reale del programma SharkSmart WA, ricordando le regole essenziali: evitare di nuotare da soli, non entrare in acqua vicino a banchi di pesce o in condizioni di scarsa visibilità, e segnalare eventuali avvistamenti alla Water Police.
Pur facendo notizia, gli attacchi di squalo restano statisticamente rari. L’Australian Shark Incident Database indica una media, nell’ultimo decennio, di 27 incidenti con feriti l’anno in tutta l’Australia, e circa 2,7 decessi annuali. Il 2026, tuttavia, si sta rivelando particolarmente critico per l’Australia Occidentale, dove – prima di questo episodio – si erano già verificati due attacchi mortali, a maggio a Rottnest Island e il 6 giugno ad Albany. Gli scienziati sollecitano comunque di leggere i dati senza allarmismi, ricordando il ruolo ecologico degli squali, predatori apicali fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi marini. Le indagini a Glenfield Beach proseguiranno nelle prossime ore per ricostruire con esattezza ogni fase della drammatica mattinata.