Il rientro
Gli studenti italiani sopravvissuti all'inferno di Crans Montana tornano a scuola: accolti con attenzioni speciali
Sono tornanti al liceo Virgilio di Milano tra emozione, sostegno dei compagni e presenza dei genitori
Sono arrivati tutti insieme in un van guidato da un genitore quattro ragazzi feriti a Crans-Montana che oggi sono tornati a scuola, al liceo Virgilio di Milano.
E l’istituto milanese ha cercato di venire incontro alle esigenze di 4 studenti che hanno ovviamene bisogno di attenzioni particolari, a cusa delle ustioni subite nella notte di capodanno a Le Constellation.
Per questo, la quarta D di scienze umane frequentata da Leonardo Bove, Francesca Nota, Sofia Donadio e Kean Talingdan è stata spostata al piano rialzato per fargli fare meno scale possibili e ai ragazzi sono state date delle sedie più grandi e comode.
Inoltre, sono stati portati due ventilatori nell’aula perchè la pelle ustionata dei ragazzi ha bisogno di temperatura fresca.
«E' stata un’emozione unica - ha detto all’ANSA Leonardo Bove - è andata davvero molto bene.
Mi ricordo quanto sbuffavo gli anni passati il primo giorno di scola ma oggi è andata diversamente, ero contento, non mi sarei aspettato di essere contento di andare a scuola...».
I compagni, poi, «erano tutti felicissimi di rivederci, tutti con il sorriso, sopratuttto quelli che non vedevamo da tempo» e "sono stati gentilissimi tutti, dai commessi ai professori.
Abbiamo passato 4 ore divertendoci, in tranquillità e adesso l'obiettivo è di frequentarla in presenza il più possibile, al netto delle visite e sedute di fisioterapia che tutti dobbiamo fare e dei giorni in cui saremo particolarmente spossati.
Ma io ora sto bene, da quando sono uscito dall’ospedale sono già un’altra persona».
Alla guida del van che li ha portati a scuola c'era suo padre Gabriele Bove e poi anche gli altri genitori sono entrati per un breve saluto in classe a professori e vice preside.
Intanto Leonardo e Kean si sono seduti vicini come sempre, mentre Francesca e Sofia si sono messe vicine alle loro amiche.
E per tutti «è stato un altro passo verso la normalità», conclude Leonardo.