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Prese di posizione

Paoli Zampolli su utilizzo IA: «Trump ha ragione. Occorre accelerare sulla sicurezza e non rallentare sulla leadership»

Prudenza aziendale sì, rallentamento nazionale no. Per l'inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti per le partnership globali servono limiti chiari, responsabilità reali e massicci investimenti per sicurezza e infrastrutture

14 Settembre 2026, 20:35

20:40

Paoli Zampolli su utilizzo IA: «Trump ha ragione. Occorre accelerare sulla sicurezza e non rallentare sulla leadership»

L'inviato speciale presidenziale degli Stati Uniti per le partnership globali Paolo Zampolli interviene nel dibattito sull'utilizzo e sui rischi dell'Intelligenza Artificiale. 

«Il presidente Trump ha ragione: chi vince nell’intelligenza artificiale vince. Dario Amodei, Sam Altman ed Elon Musk fanno bene a imporre un dibattito serio sulla sicurezza. I rischi sono reali. Il punto sul quale dissento è trasformare la prudenza delle singole aziende in un rallentamento nazionale. Se un’azienda di IA di frontiera ritiene che il prossimo modello sia troppo pericoloso, deve rinviarne il rilascio. Questa è responsabilità d’impresa.

Ma rallentare gli Stati Uniti è qualcosa di completamente diverso. È una decisione industriale, economica e geopolitica. Non possiamo prenderla presumendo che la Cina rallenti insieme a noi. Se l’America rallenta e la Cina no, non esiste alcuna pausa globale. Esiste soltanto una resa americana.Una frenata che non può essere verificata non è una strategia. È uno slogan. L’IA non può essere governata come il materiale nucleare.

Possiamo monitorare impianti e semiconduttori, ma software, parametri e capacità possono essere copiati, distribuiti, modificati e nascosti in migliaia di sistemi e giurisdizioni. La risposta è accelerare sulla sicurezza, non rallentare sulla leadership. Servono linee rosse contro gli attacchi alle infrastrutture critiche, l’uso improprio in campo biologico e la manipolazione occulta su larga scala. Servono responsabilità reali per i danni prevedibili e investimenti massicci nell’IA difensiva, nella sicurezza informatica, nel monitoraggio e nella valutazione indipendente dei modelli.

Questa competizione non riguarda più soltanto il modello migliore. Riguarda capacità di calcolo, energia, semiconduttori, data center, capitali, talenti e distribuzione globale.

Sono i nuovi strumenti del potere nazionale. L’Europa, e in particolare l’Italia, non deve diventare spettatrice o semplice regolatrice di tecnologie costruite altrove. L’Italia deve costruire questa leadership insieme agli Stati Uniti, nell’energia, nei data center, nella manifattura avanzata, nella cybersicurezza e nei talenti.

L’Occidente non deve scegliere tra sicurezza e leadership. Servono entrambeGestire il rischio. Costruire le difese. Non cedere il primato».