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Il presidente Usa

Trump sminuisce i rischi dell'IA: «Una bufala come il clima, serve solo un presidente forte»

Mentre il tycoon rifiuta limitazioni allo sviluppo tecnologico, l'intelligence cinese lancia l'allarme sulla sicurezza nazionale e la comunità internazionale si mobilita per nuove regole globali

14 Settembre 2026, 23:04

Trump sminuisce i rischi dell'IA: «Una bufala come il clima, serve solo un presidente forte»

Donald Trump torna a parlare di intelligenza artificiale sul suo social Truth, minimizzando i rischi legati a questa tecnologia e cogliendo l'occasione per definire il cambiamento climatico una farsa. Il presidente americano ha attaccato duramente gli allarmisti affermando: «Chi dice che l’IA distruggerà il mondo è lo stesso che fino a poco fa annunciava la fine a causa del clima. Quella bufala non ha funzionato e ora sono passati alla prossima». Trump ha poi rincarato la dose definendo queste persone «rivoluzionari al servizio di una causa malvagia», i quali lavorerebbero di fatto contro gli interessi degli Stati Uniti. Secondo il tycoon, l'unico vero controllo di cui l'intelligenza artificiale ha bisogno è un presidente «forte e intelligente».

Ha inoltre accusato chi, come i fondatori delle principali aziende del settore, chiede di rallentare lo sviluppo tecnologico, sostenendo che si tratti di una «cospirazione malata» di cui beneficerebbe esclusivamente la Cina.

Nel frattempo, sul fronte internazionale e politico, il dibattito si fa sempre più teso e articolato. Da Pechino emergono posizioni diametralmente opposte: mentre il ministero degli Esteri invita a non creare allarmismi che rischierebbero di frenare la regolamentazione globale del settore, il capo dell'intelligence cinese avverte dei gravi pericoli per la sicurezza nazionale.

L'intelligenza artificiale viene descritta dai servizi segreti come il principale campo di battaglia strategico tra le potenze mondiali, con il timore concreto che «forze ostili» stiano già abusando dell'IA generativa per creare false voci politiche e diffondere disinformazione, sfruttando una tecnologia che si è già rivelata cruciale per ottenere vantaggi tattici in ambito militare.

In questo clima di rivalità globale, anche la politica nordamericana si mobilita: negli Stati Uniti figure agli antipodi come Bernie Sanders e Steve Bannon fanno fronte comune per chiedere maggiore supervisione, Barack Obama rimprovera il partito democratico per la scarsa attenzione dedicata a un tema così vitale, e il Canada lancia la proposta di creare un nuovo organismo globale, simile a quello che vigila sulla finanza, per garantire la stabilità e la sicurezza tecnologica mondiale.