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l'inchiesta

False voci sulla vendita della Lazio, la Dda indaga per manipolazione del mercato

Perquisizioni per Mauro Masi (presidente della Banca del Fucino), Francesco Maiolini (amministratore delegato dello stesso istituto) e Luigi Bisignani: gli inquirenti cercano l’origine delle indiscrezioni destinate a condizionare il titolo in Borsa

15 Settembre 2026, 12:09

12:10

False voci sulla vendita della Lazio, la Dda indaga per manipolazione del mercato

Un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia e della Procura di Roma sta approfondendo le persistenti indiscrezioni sulla presunta vendita della S.S. Lazio, ipotizzando l’esistenza di un disegno volto a condizionare il mercato attraverso la diffusione di notizie prive di riscontro.

Nell’ambito delle indagini svolte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, sono state eseguite perquisizioni nei confronti di Mauro Masi, presidente della Banca del Fucino, di Francesco Maiolini, amministratore delegato dello stesso istituto, e del giornalista e consulente per le relazioni istituzionali Luigi Bisignani.

Ai tre è contestata, allo stato, l’ipotesi di manipolazione del mercato. L’iscrizione nel registro degli indagati costituisce un atto di garanzia e non implica alcuna pronuncia di colpevolezza. Secondo l’ipotesi investigativa, le attività di polizia giudiziaria mirano a rinvenire comunicazioni, documenti riservati e supporti informatici utili a ricostruire origine, canali di propagazione e finalità effettive delle notizie relative alla cessione del pacchetto di controllo del club.

La linea accusatoria, la cui fondatezza dovrà essere verificata nel prosieguo, considera la reiterata circolazione di informazioni ritenute false non come mera espressione di dissenso sportivo, ma come una strategia di manipolazione informativa potenzialmente idonea a incidere sulla stabilità societaria, sulla reputazione della Lazio e sull’andamento del titolo in Borsa.

La rilevanza penale della vicenda è connessa alla natura giuridico-finanziaria della S.S. Lazio, società quotata su mercato regolamentato. In tale cornice, indiscrezioni su passaggi di proprietà, ingressi di nuovi investitori o presunte criticità patrimoniali travalicano il dibattito calcistico e possono influenzare valore azionario e aspettative degli operatori.

La normativa nazionale, sotto la vigilanza della Consob, e quella europea in materia di abusi di mercato sanzionano la diffusione di informazioni false o fuorvianti idonee a generare alterazioni artificiose o segnali distorti sui prezzi.

Di fronte al susseguirsi di voci su potenziali acquirenti e fondi, la società guidata dal presidente Claudio Lotito è intervenuta più volte per smentire l’esistenza di trattative. Il 20 febbraio 2026 il club ha diffuso una nota ufficiale affermando di non aver mai ricevuto manifestazioni d’interesse o offerte formali e preannunciando segnalazioni agli organi di vigilanza per il rischio di turbativa del mercato.

L’11 giugno 2026 la dirigenza ha ribadito di non aver conferito alcun mandato a cedere, sintetizzando la posizione con la conferma che la Lazio non è sul mercato. L’indagine in corso si inserisce in un contesto già segnato da forti tensioni tra la proprietà e una parte della tifoseria. Già nell’aprile 2026 era emersa l’esistenza di un fascicolo, coordinato dalla Procura di Roma, sulle ipotesi di manipolazione del mercato e atti persecutori ai danni di Lotito.

In quell’ambito la Procura aveva chiesto al Senato l’autorizzazione all’acquisizione dei dati di traffico telefonico e telematico del parlamentare a partire dal 7 ottobre 2025. Tra gli elementi valutati figuravano anche i manifesti di protesta affissi nella provincia di Roma il 25 febbraio 2026.

Gli inquirenti distinguono le forme legittime di dissenso civile, come boicottaggi o manifestazioni, da condotte illecite connotate da intimidazioni, minacce o dalla diffusione consapevole di falsità finalizzate a forzare l’azionista a cedere le proprie quote.

I nomi dei tre indagati erano emersi nei mesi scorsi in coincidenza con interventi pubblici: nel giugno 2026 Bisignani aveva citato Masi e Maiolini tra possibili interlocutori del mondo bancario in grado di prospettare soluzioni per la situazione del club e, a luglio, ne aveva ricordato la presenza a una manifestazione di tifosi.

Tali elementi assumono rilievo penale soltanto laddove fossero provati collegamenti diretti con la creazione o il rilancio consapevole di informazioni ingannevoli.

La Banca del Fucino, come ente, risulta estranea all’indagine, che riguarda esclusivamente eventuali responsabilità personali. Sarà ora l’analisi dei dispositivi sequestrati, insieme al raffronto tra la cronologia delle notizie e i volumi di scambio in Borsa, a chiarire se quanto accaduto rientri nel perimetro delle indiscrezioni giornalistiche o configuri una pianificata turbativa del mercato.