La polemica
Schengen, Albares contro Meloni: «Non è una leader europea all’altezza»
Albares definisce «assurda» la scelta del governo italiano e la interpreta come una decisione dettata dalla politica interna
Si riaccende lo scontro tra Italia e Spagna sulla sospensione temporanea della libera circolazione nell'area Schengen. Madrid ha reagito duramente alla decisione del governo italiano di prorogare di altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna, introdotti dopo la crisi migratoria di Ceuta. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito la scelta italiana «assurda», «inutile» e «una vergogna», accusando Roma di minare lo spirito della cooperazione europea.
Secondo Albares, la decisione sarebbe dettata più da esigenze di politica interna che da reali necessità di sicurezza. Il ministro ha inoltre criticato il comportamento della premier Giorgia Meloni e del vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, sostenendo che non si starebbero comportando da «leader europei all'altezza della situazione».
Albares ha contestato anche la posizione italiana sul fronte migratorio, sostenendo che l'Italia stia attualmente ricevendo un numero di ingressi irregolari doppio rispetto alla Spagna. Il confronto si inserisce in un rapporto già deteriorato tra Roma e Madrid dopo gli eventi di Ceuta e le successive decisioni sui controlli alle frontiere interne.
La misura italiana era stata introdotta il primo agosto e successivamente prorogata. Il governo ha motivato la scelta con il permanere degli elementi di valutazione alla base della reintroduzione dei controlli, sulla base dell'analisi del Comitato per l'immigrazione e la sicurezza delle frontiere. Il Viminale ha indicato tra gli obiettivi la tutela della sicurezza nazionale e ha sottolineato anche le iniziative avviate dalla Spagna e dall'Unione europea per favorire una normalizzazione della situazione a Ceuta.
Roma ha quindi respinto l'idea che la proroga abbia una motivazione politica. Tajani aveva già sostenuto che la decisione fosse legata esclusivamente alla sicurezza interna, richiamando in particolare il rischio terroristico e la necessità di contrastare l'immigrazione irregolare.
Anche Madrid ha mantenuto controlli sui passeggeri provenienti dall'Italia. La misura spagnola è stata adottata per reciprocità dopo l'iniziativa italiana e riguarda gli arrivi via mare e via aerea.
Il braccio di ferro rischia così di trasformare una misura temporanea legata alla crisi di Ceuta in un nuovo fronte di tensione tra due Paesi dell'Unione europea. La questione è seguita anche dalla Commissione europea, che ha ricevuto le notifiche relative alla reintroduzione dei controlli e ne valuta necessità e proporzionalità.
Al centro della disputa resta dunque il confine tra le esigenze di sicurezza nazionale e il principio di libera circolazione sul quale si fonda lo spazio Schengen. Per Madrid, la scelta di Roma è un passo contrario allo spirito europeo; per il governo italiano, invece, i controlli rappresentano una misura temporanea di prevenzione adottata sulla base della situazione di sicurezza.