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il caso

Prorogati i controlli alle frontiere, Madrid contro Roma: «Una vergogna». Tajani: «Fuori luogo»

La misura è stata estesa di 15 giorni dopo la valutazione del Comitato sicurezza. Il Viminale: «Elevati profili di rischio»

15 Settembre 2026, 19:56

20:00

Prorogati i controlli alle frontiere, Madrid contro Roma: «Una vergogna». Tajani: «Fuori luogo»

È scontro aperto tra Italia e Spagna sulla sospensione temporanea di Schengen. Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito «assurda, inutile e una vergogna» la decisione del governo italiano di prorogare per altri 15 giorni i controlli alle frontiere aeree e marittime con la Spagna. Per Albares, la misura «mina lo spirito e la filosofia» della collaborazione tra partner europei e sarebbe legata soprattutto a esigenze di politica interna. Il ministro ha inoltre accusato Giorgia Meloni e Antonio Tajani di non comportarsi da «leader europei all’altezza della situazione».

Durissima la replica di Tajani. «L’Italia applica le regole e i Trattati europei con l’unico obiettivo di difendere la sicurezza delle frontiere e dei propri cittadini», ha scritto il vicepremier e ministro degli Esteri su X, definendo la reazione del governo spagnolo «fuori luogo, inappropriata e inutilmente aggressiva». Per Roma, dunque, non c’è alcuna motivazione politica alla base della decisione, ma una valutazione legata alla sicurezza.

La proroga è stata decisa dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e comunicata alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Paesi dell’Unione. I controlli riguardano i passeggeri in arrivo dalla Spagna attraverso porti e aeroporti e vengono estesi per altri 15 giorni.

Il provvedimento è stato adottato dopo una nuova riunione del Comitato analisi immigrazione e sicurezza delle frontiere. Secondo il Viminale, alla base della scelta restano «elevati profili di rischio per la sicurezza interna», insieme al possibile pericolo di infiltrazioni terroristiche.

È questa la valutazione che, per il governo italiano, rende ancora necessaria la temporanea sospensione delle normali regole di libera circolazione previste da Schengen. La misura affonda le sue origini nella crisi migratoria esplosa a Ceuta tra la fine di luglio e l’inizio di agosto.

Il 30 e 31 luglio decine di migliaia di persone tentarono di raggiungere l’enclave spagnola dal Marocco. L’emergenza spinse Roma, dal primo agosto, a reintrodurre i controlli sui collegamenti aerei e marittimi provenienti dalla Spagna.

Da allora la sospensione è stata progressivamente prorogata. Già alla fine di agosto il Viminale aveva spiegato che a Ceuta permanevano elementi di criticità e che la decisione teneva conto anche delle iniziative intraprese dalla Spagna e dall’Unione europea per riportare la situazione verso la normalità.

La scelta attuale è stata quindi limitata a 15 giorni, nella prospettiva che possa essere l’ultima proroga. Nel frattempo anche Madrid ha deciso di mantenere i controlli sui viaggiatori provenienti dall’Italia, attraverso i porti e gli aeroporti con collegamenti diretti.

Il governo spagnolo ha fissato per l’8 ottobre la nuova scadenza della misura, spiegando che restano le circostanze che avevano portato alla sua introduzione e che la situazione potrebbe essere modificata se queste condizioni dovessero cambiare. È dunque un meccanismo di reciprocità che, settimana dopo settimana, continua a tenere parzialmente sospesa la libera circolazione tra i due Paesi.

La Commissione europea segue la vicenda e ha già comunicato di voler valutare le notifiche relative alla reintroduzione dei controlli. Il nodo resta quindi quello della proporzionalità della misura.

Per Roma i controlli sono uno strumento temporaneo necessario a fronte di una situazione ancora considerata rischiosa; per Madrid rappresentano invece una scelta sproporzionata e contraria allo spirito della cooperazione europea. Lo scontro tra Albares e Tajani aggiunge così un nuovo capitolo alla crisi diplomatica nata dopo l’emergenza di Ceuta.