L'addio
Funerale di Stato per Emma Bonino in Campidoglio: eredità europea, diritti e battaglie che restano
Alle esequie hanno partecipato, oltre ai familiari e agli amici, le più alte cariche dello Stato a cominciare dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella
Funerale di Stato, laico e politico. Le esequie di Emma Bonino non potevano che essere questo: megafono delle battaglie di una vita, vetrina delle cause che continueranno a vivere anche dopo di lei.
Dagli Stati Uniti d’Europa alla legge sul fine vita, dal sostegno all’Ucraina alla tutela della Corte Penale Internazionale, fino alla necessità di gestire i flussi migratori con l’obiettivo ultimo di «salvare vite umane».
La cerimonia, sobria ed essenziale come era lei, si è svolta nella sala della Protomoteca in Campidoglio, il colle capitolino dove venne firmato nel 1957 i trattati di Roma e nel 1998 lo statuto di Roma con l’istituzione della Cpi.
Vi hanno partecipato, oltre ai familiari e agli amici, le più alte cariche dello Stato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la premier Giorgia Meloni, il presidente del Senato Ignazio La Russa, il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè e il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso.
Insieme a loro, politici di ogni colore e radicali di diverse generazioni, tutti stretti nel ricordo di una donna che ha sempre lottato «per i deboli e gli indifesi», «ha cambiato l’Italia e il mondo» e, proprio per questo, alla fine, «ha vinto».
In tanti, in tarda mattinata, sono arrivati in Campidoglio per salutare Emma: Riccardo Magi, Benedetto Della Vedova, Marco Cappato, Rita Bernardini, tanti altri volti noti della galassia radicale.

Poi la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader del M5s, Giuseppe Conte, Massimo D’Alema a Matteo Renzi, Carlo Calenda, Paolo Gentiloni, Romano Prodi, Enrico Letta, Angelo Bonelli.
Ben rappresentato anche il centrodestra con i ministri Carlo Nordio, Adolfo Urso, Anna Maria Bernini e Marina Calderone, ma anche con Maurizio Gasparri (FI) e Simonetta Matone (Lega).
Nella Sala della Protomoteca, accanto al feretro avvolto nella bandiera europea, per un’oretta si sono susseguiti gli interventi in memoria di Bonino.
«Emma è stata l’ispirazione di molte ragazze, io ero una di quelle - è stato il ricordo di Carla Taibi, una delle sue più strette collaboratrici - . Era tenace e testarda, precisa, esigente ed intransigente. Studiava ogni questione, non si arrendeva davvero mai».
Filomena Gallo, segretaria dell’associazione Luca Coscioni, ha affidato alla platea un «messaggio politico» da parte di Bonino: è stata lei che «ha voluto la Corte Penale Internazionale e le ha dedicato anni di attività. Oggi sarebbe stata a favore di un sostegno tanto concreto quanto simbolico, magari candidando la Corte al Premio Nobel per la Pace».
Molto sentito il discorso del leader di Più Europa, Riccardo Magi, visibilmente commosso.

«Il modo migliore di ricordarla è continuare a lottare per le cose che lei voleva fare. In primis - ha evidenziato - la questione europea, poi la legge su fine vita e la difesa della Cpi, la Corte penale internazionale, che è sotto un attacco concentrico di Usa, Cina e Russia».
Forte il ricordo di Romano Prodi, ha ricordato la sua spinta in difesa dei più deboli e insistito sulla lezione europeista: la leader radicale aveva chiaro «il legame inscindibile fra il destino italiano e quello europeo», «cosciente degli ostacoli che i nazionalismi portano al disegno europeo».
E l’Europa torna anche nelle parole di Enrico Letta, nel cui governo Bonino fu ministra degli Esteri.
L’ex premier ne ricorda l’impegno per Mare Nostrum, nato «per dire no a un Mediterraneo che diventasse mare di morte», e la scelta netta di stare al fianco dell’Ucraina aggredita dalla Russia.
Due passaggi accompagnati dagli applausi della Protomoteca.
«L'ho ammirata per la capacità di essere donna delle istituzioni senza farsene intrappolare», racconta Letta.
Poi guarda alle generazioni che vengono dopo: «Emma, con la sua forza e le sue idee, appartiene ai giovani. Ai giovani di oggi».
Gli stessi che in questi ultimi giorni sono andati in visita alla camera ardente o hanno partecipato alla veglia in piazza del Campidoglio.
Eventi molto partecipati (4-5mila persone stimate) di cui sono rimaste anche testimonianze scritte: quasi 500 pagine di saluti e condoglianze e di «grazie Emma».
E tra i tantissimi attestati di stima anche quello dei reali di Spagna che in un telegramma ai familiari di Bonino ne hanno sottolineato «il senso della giustizia» e «la costante difesa dei diritti delle donne": «una figura di riferimento nella lotta per la dignità della persona».