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La Camera sfida Trump: fine della guerra in Iran o autorizzazione del Congresso; allarme su vendita di bombe e piani russi di omicidi

Notifica di vendita da 2,8 miliardi di dollari di ordigni a Israele e accuse sui piani per la programmazione dei delitti negli Usa e in Europa

16 Settembre 2026, 07:06

07:55

Donald Trump

Donald Trump

La Camera dei Rappresentanti, a maggioranza repubblicana, ha approvato un provvedimento che impone a Donald Trump di porre fine alla guerra in Iran oppure di richiedere l’autorizzazione formale del Congresso. Si tratta della terza volta in cui l’Aula sollecita la Casa Bianca a fermare il conflitto con atti dal valore prevalentemente simbolico. Sette deputati repubblicani si sono uniti ai democratici nel voto sulla risoluzione, passata con 220 favorevoli e 204 contrari. L’approvazione giunge a 49 giorni dalle elezioni di metà mandato. Resta incerto se il Senato esaminerà la misura prima di novembre: un testo analogo, già approvato a luglio dalla Camera, non è ancora stato calendarizzato a Palazzo.

Intanto, secondo il Washington Post, gli Stati Uniti si preparano a vendere a Israele migliaia di bombe da 900 chilogrammi. L’operazione, del valore di 2,8 miliardi di dollari, includerebbe 40.000 ordigni — 20.000 MK-84 e 20.000 BLU-117 — e 20.000 testate I-2000. La transazione è stata notificata al Congresso, ponendo i democratici di fronte a un nuovo banco di prova in un momento in cui il malcontento dell’opinione pubblica statunitense nei confronti del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, appare elevato.

Il Dipartimento di Giustizia americano afferma inoltre che i servizi di intelligence russi starebbero pianificando omicidi mirati negli Stati Uniti e in Paesi europei che sostengono l’Ucraina, annunciando l’incriminazione di cinque persone attualmente latitanti. Secondo l’accusa, una rete legata all’intelligence di Mosca avrebbe pagato o tentato di pagare individui negli Usa e all’estero affinché sorvegliassero e portassero a termine esecuzioni mirate, “oltre ad aver incaricato dei complici di compiere o tentare atti di terrorismo contro infrastrutture civili e militari nei paesi europei allineati con l’Ucraina”.