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La proposta

Il Canada potrebbe diventare il primo «membro associato» dell’Unione europea

Non dentro, ma quasi: nel discorso sullo Stato dell'Unione a Strasburgo, von der Leyen con accanto i presidente Carney parla di un'integrazione strategica senza precedenti su economia, difesa e tecnologia

16 Settembre 2026, 10:15

10:20

Il Canada potrebbe diventare il primo «membro associato» dell’Unione europea

Ursula von der Leyen, Roberta Metsola e Mark Carney

Collaborazione per aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’Ue». Nel corso del suo discorso sullo Stato dell’Unione alla plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha tracciato una nuova rotta per le relazioni internazionali del continente. Rivolgendosi direttamente al premier canadese Mark Carney, presente in aula, ha lanciato una proposta senza precedenti: «Dobbiamo ripensare urgentemente le nostre partnership».

Quindi il Canada non sarà un membro effettivo dell’Unione europea. Limite geografico, presente nei trattati fondativi, non permette questo passo storico in un periodo in cui i rapporti tra il secondo Paese più grande del mondo (dopo la Russia) ha dei rapporti mai così tesi con gli Stati Uniti. Con cui, paradossalmente, i rapporti hanno cominciato a incrinarsi quando il presidente Usa Donald Trump ha affermato che il Canada avrebbe dovuto essere il “51esimo stato americano”. Argomento che sembra aver accelerato un avvicinamento con l’Unione europea, con meno vincoli politici ma grande vicinanza culturale. Forse più che con gli stessi Usa.

La leader europea ha sottolineato il valore profondo di questo legame bilaterale, ricordando all'ospite che «La vostra presenza qui è simbolo della duratura amicizia tra i nostri popoli. I nostri legami culturali, storici e personali sono profondamente radicati nel tessuto delle nostre società». Un rapporto che ha già dato frutti straordinari sul piano economico e commerciale, dato che «grazie al CETA, il nostro scambio di merci è cresciuto del 75% in meno di un decennio».

Secondo von der Leyen, «Ciò dimostra la forza dei nostri accordi commerciali», ma evidenzia anche e soprattutto una profonda sintonia sulle sfide globali: «Guardiamo al mondo con gli stessi occhi: dall’IA al cambiamento climatico, dall’Artico alla geopolitica. E siamo rimasti uniti: sull'Ucraina, sulla difesa, sulle materie prime e sulle catene di approvvigionamento».

Alla base di questa intesa istituzionale ci sono fondamenti etici condivisi a cui la presidente ha voluto dare grande risalto. «Ma soprattutto, caro Mark, l’Europa e il Canada credono nella democrazia», ha sottolineato von der Leyen.

«Credono che il potere non appartenga al più forte, al più ricco o a chi alza di più la voce, bensì a tutti noi. Che le democrazie abbiano la libertà di scegliere con chi collaborare». È proprio da questa consapevolezza che scaturisce la spinta verso un'integrazione maggiore: «Per questo uniamo le forze volontariamente. Passeremo dal CETA a un’Alleanza per il Futuro, per creare uno spazio di prosperità comune e sicurezza economica».

L'orizzonte di questa nuova architettura politica ed economica si preannuncia tanto vasto quanto strategico. Illustrando i prossimi passi, la presidente ha spiegato: «Lavoreremo alla produzione intelligente. Creeremo un’alleanza tecnologica. Integreremo le basi industriali della difesa. Faremo dell’Artico un progetto congiunto di punta».

L'impegno congiunto si estenderà anche alle sfide dell'innovazione e della transizione, poiché i due partner lavoreranno «su energia, minerali critici e batterie. Su IA, tecnologie quantistiche, sicurezza informatica ed economica». Von der Leyen ha poi voluto fugare ogni dubbio sulla natura di questa asse euro-canadese, chiarendo che «Questa è una partnership non contro qualcun altro, ma per la nostra forza comune».

Un concetto ribadito poco dopo con fermezza: «Si tratta di un partenariato non diretto contro altri, ma volto a rafforzare la nostra forza comune». La sintesi del suo intervento non lascia dubbi sull'ambizione del progetto europeo: «In sintesi, vogliamo portare il rapporto con il Canada al massimo livello possibile».