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il fatto

Rabbino aggredito mentre aspetta il bus a Milano: tre ragazzini sospettati, si indaga sull’odio antisemita

Il religioso sessantenne sarebbe stato preso a calci e pugni, privato del cappello e umiliato in strada. Tre giovanissimi sono stati portati in questura

16 Settembre 2026, 20:34

20:40

Rabbino aggredito mentre aspetta il bus a Milano: tre ragazzini sospettati, si indaga sull’odio antisemita

Alle 16.30, nel traffico ordinario di piazzale Bande Nere a Milano, un rabbino aspetta il bus 67. Si trova a poca distanza dalla comunità ebraica di via Soderini, di cui è referente. Tre giovanissimi lo avvicinano, lo insultano e poi lo colpiscono: una violenza consumata in strada e davanti a un’identità religiosa immediatamente riconoscibile. Poche ore dopo, tre sospettati vengono condotti in questura.

L’aggressione alla fermata del 67

Piazzale Giovanni dalle Bande Nere è un luogo aperto e frequentato, uno snodo della zona occidentale di Milano servito dalla metropolitana e dagli autobus. La comunità religiosa di cui l’uomo è referente ha sede nella vicina via Soderini.

Secondo le informazioni emerse nelle ore immediatamente successive, tre giovanissimi cominciano a rivolgergli insulti pronunciati sia in italiano sia in arabo. Dalle parole si passa rapidamente al contatto fisico.

Il racconto più dettagliato è stato fornito da Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano, sulla base di quanto appreso dopo l’accaduto. Il rabbino sarebbe stato colpito con calci e pugni; gli aggressori gli avrebbero inoltre tolto il cappello, lo avrebbero gettato e calpestato, sputandogli poi contro. Una sequenza che, se confermata integralmente dalle indagini, indicherebbe non soltanto la volontà di fare del male, ma anche quella di umiliare pubblicamente la vittima attraverso un gesto rivolto a un elemento immediatamente riconoscibile della sua identità religiosa.

Non sono state rese note, nelle prime ore, informazioni cliniche complete sulle condizioni del sessantenne né un’eventuale prognosi. Questo impone cautela anche nell’uso delle parole: la violenza è documentata dalle dichiarazioni raccolte e dalla denuncia, mentre la precisa entità delle lesioni dovrà essere stabilita attraverso gli accertamenti sanitari e investigativi.

Tre giovanissimi condotti in questura

La reazione investigativa è stata rapida. Tre ragazzini sospettati di avere partecipato all’aggressione sono stati portati in questura per gli accertamenti. Il loro coinvolgimento, i diversi ruoli e le responsabilità individuali devono tuttavia essere ancora ricostruiti.

Gli investigatori devono anzitutto ricomporre la cronologia: il momento in cui i tre avrebbero notato il rabbino, le parole pronunciate, l’inizio dell’aggressione, la durata delle percosse e la direzione presa subito dopo. Sarà importante stabilire anche se l’uomo sia stato scelto proprio perché riconoscibile come ebreo osservante e se gli insulti abbiano preceduto o accompagnato la violenza.

In un luogo come piazzale Bande Nere, la ricostruzione può essere sostenuta dalle testimonianze delle persone presenti e dalle immagini degli impianti di videosorveglianza disponibili nell’area, se esistenti e utilizzabili. Anche i mezzi pubblici, le attività commerciali e gli accessi alla metropolitana possono offrire punti di osservazione utili. Non è stato però comunicato, al momento, quali filmati siano già stati acquisiti né se vi siano testimoni diretti formalmente ascoltati.

La denuncia presentata dal rabbino rappresenta il primo nucleo dell’inchiesta. Agli investigatori spetta ora il compito di verificare il suo racconto attraverso riscontri indipendenti, evitando sia di ridimensionare prematuramente la matrice discriminatoria sia di anticipare conclusioni non ancora consolidate.

Il presidente della Comunità ebraica di Milano ha descritto l’episodio come una forma di violenza di gravità inedita per la comunità milanese, riferendo inoltre che i responsabili sarebbero persone di origine araba. Quest’ultima indicazione resta attribuita al presidente della Comunità e dovrà essere verificata dagli investigatori.