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IL CONFLITTO

Due jet militari russi violano lo spazio aereo lituano, intervengono i caccia italiani. Meloni: «Provocazione di Putin»

A Oslo, dove ha incontrato il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store, la premier commenta le tensioni sui cieli baltici

17 Settembre 2026, 21:33

21:40

Due jet militari russi violano lo spazio aereo lituano, intervengono i caccia italiani. Meloni: «Provocazione di Putin»

Due caccia italiani della Task Force Air 'Baltic Thunder III', nell’ambito della missione Nato di difesa aerea del fianco Est, sono intervenuti nei cieli lituani dopo la violazione dello spazio aereo da parte di due jet militari russi. È una delle sempre più frequenti «provocazioni» di Vladimir Putin, come le definiva nelle stesse ore a Oslo Giorgia Meloni, convinta che il leader russo cerchi l’escalation per «spostare l’attenzione dal campo, dove la guerra non sta andando come lui aveva promesso», e che l’Europa «non debba reagire». E debba invece pensare di scegliere un inviato sull'Ucraina per parlare con una sola voce, così da «rafforzare la propria posizione» al tavolo negoziale.

Parte un doppio messaggio agli alleati europei dalla breve conferenza stampa che segue l’incontro tra la premier e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Store. Nelle cancellerie europee si studiano i report sulle minacce ibride di Mosca, con anche scenari di un attacco alla Romania a inizio 2027. Una escalation conviene solo a Putin, l’analisi di Meloni a fronte di una situazione «delicata» in cui l’Europa deve andare oltre «la moltiplicazione di formati, eventi e interlocutori».

L’inviato, sottolinea, lei lo propone da tempo, e può essere espressione di una nazione «di media grandezza, schierata con l'Ucraina, che conosce la Russia e ha buoni rapporti con gli Stati Uniti». Come la Norvegia. Qualcuno potrebbe pensare a Jens Stoltenberg, ex premier ed ex segretario generale della Nato. Ma quello di Meloni non è un endorsement, viene assicurato. Non passa inosservato lo scarso entusiasmo con cui Meloni commenta le proposte lanciate da Ursula von der Leyen 24 ore prima. Sul Consiglio di sicurezza europeo il giudizio è sospeso, con una preoccupazione: «L'unica cosa da evitare è fare doppioni, devo capire cosa c'è di diverso nella proposta di von der Leyen rispetto all’articolo 4 della Nato». Sul Canada membro associato dell’Ue, svolta che ha scatenato l’ira di Donald Trump, la posizione di FdI è espressa da Nicola Procaccini, eurodeputato e fedelissimo di Meloni: «Un errore, più che fare l'associazione con il Canada, la si sta facendo contro gli Usa». La presidente del Consiglio deve essere più diplomatica: «Non i dettagli, ma partner seri e affidabili che ci possono aiutare verso un’autonomia strategica devono essere coinvolti».

Decisamente carica all’indomani del decreto sul bollo auto-moto, la premier risponde anche una domanda sulle proposte di Elly Schlein su come usare la flessibilità per l’energia. "Approfondirò senza i pregiudizi che hanno le opposizioni. Da una lettura velocissima - la stoccata - sono contenta vi sia un implicito riconoscimento del lavoro del governo».

Dalla visita ufficiale a Oslo, la prima di un presidente del Consiglio dopo quasi 15 anni, Meloni torna con la convinzione di aver stretto con la Norvegia «una partnership solida a 360° sulla sicurezza, a livello tecnologico, politico e industriale». I due leader mettono in fila i dossier su cui si può rafforzare la cooperazione. In cima c'è quello energetico, cruciale anche perché la Norvegia «fornisce all’Italia il 10% del gas che utilizza», come ricorda il padrone di casa.

Difesa, cantieristica navale, materie critiche, spazio sottomarino, dominio spaziale sono i dossier approfonditi anche nella cena con alcune grandi aziende norvegesi e italiane, tra cui Leonardo, Fincantieri e Saipem. La premier descrive una collaborazione che va dall’Africa (attraverso il Piano Mattei) all’Artico, sulle cui prospettive Store conta di avere informazioni attraverso la «diplomazia dell’Italia».