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Sanità

Rette per l'Alzheimer: chi deve pagare? Uneba chiede una legge per evitare caos e chiusure nelle Rsa

Continua a regnare il caos sulle rette delle Rsa per i malati della patologia: sentenze contrastanti, famiglie incerte e rischio chiusura delle strutture

18 Settembre 2026, 12:55

13:00

Rette per l'Alzheimer: chi deve pagare? Uneba chiede una legge per evitare caos e chiusure nelle Rsa

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A pochi giorni dalla Giornata Mondiale dell’Alzheimer (21 settembre) e dalla presentazione del nuovo Piano Nazionale Demenze non è ancora sciolto un nodo critico nell’assistenza alle persone affette da malattia di Alzheimer: a chi compete il pagamento delle rette strutture residenziali. A sollevare la questione è Uneba, organizzazione di categoria del settore sociosanitario, assistenziale ed educativo.

«Paga il malato o paga tutto il sistema sanitario? Serve una nuova legge che lo dica chiaramente», si chiede in una nota l'organizzazione. «A più di 2 anni dai primi nostri appelli sul tema sulla retta Alzheimer c'è ancora caos». Se una legge tarda ad arrivare, le sentenze dei tribunali sono contraddittorie. "Alcune sentenze su singoli casi affermano che, solo a certe condizioni, l’accoglienza in Rsa è gratuita per il malato di Alzheimer. Ma deve essere, allora, il pubblico a intervenire».

Le famiglie brancolano nel buio. «Non è accettabile che una famiglia debba andare in Tribunale per sapere se deve pagare o no la retta per il proprio caro», continua Uneba.

La situazione è critica anche per le Rsa. In alcuni casi in cui è stata riconosciuto il diritto alla gratuità del servizio, "le richieste di risarcimento cadono sulle Rsa» e «non è accettabile che una Rsa non venga pagata per il lavoro che ha svolto». Il rischio è alto, spiega l’associazione di categorie: senza interventi da parte del legislatore, «alcune strutture per malati di Alzheimer, subissate dai ricorsi e dai rimborsi, andranno verso una dolorosissima chiusura, altre strutture, di fronte all’incertezza, dovranno dire dei dolorosissimi no ai malati e non accoglierli più», conclude Uneba.