il caso
«Accordo fatto con la Danimarca»: l'annuncio sorpresa di Trump sulla Groenlandia
Con un messaggio su Truth Social la Casa Bianca proclama l'intesa strategica con Copenhagen (che ha confermato), riaprendo il dibattito sulla sovranità della regione polare
La Groenlandia, per mesi al centro di forti attriti tra Washington e gli alleati europei, torna a occupare un ruolo cruciale nello scenario geopolitico internazionale. Con un messaggio su Truth Social, il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato il raggiungimento di un’intesa in materia di sicurezza con il Regno di Danimarca e con le autorità locali groenlandesi.
Secondo quanto riferito dal capo della Casa Bianca, l’accordo conferirebbe agli Stati Uniti una presenza permanente e la facoltà “totale” di adottare qualsiasi misura ritenuta necessaria per la protezione dell’isola e del territorio americano, senza oneri finanziari diretti per Washington. Il testo della convenzione, tuttavia, non è stato ancora reso pubblico e non sono giunte conferme equivalenti dalle altre parti coinvolte.
Il confronto sull’isola artica aveva raggiunto un picco di tensione nel gennaio 2026, quando i governi di Danimarca, Francia, Germania, Italia, Polonia, Spagna e Regno Unito sottoscrissero una dichiarazione congiunta per ribadire che la Groenlandia appartiene al suo popolo e che ogni accordo di sicurezza deve rispettare la Carta delle Nazioni Unite e l’inviolabilità dei confini.
Una prima distensione maturò al Forum Economico Mondiale di Davos, dove Donald Trump e il segretario generale della NATO, Mark Rutte, definirono un perimetro negoziale per rafforzare la presenza alleata nella regione. I successivi colloqui trilaterali tra i ministri degli Esteri di Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia hanno progressivamente accantonato l’ipotesi di un’acquisizione territoriale, concentrandosi invece sul dispiegamento di forze americane, sull’ampliamento dei sistemi di sorveglianza e sull’integrazione dell’isola nella rete di difesa antimissile statunitense.
Oltre al versante militare, che si innesta su prerogative e installazioni già esistenti come la base di Thule, le principali novità riguardano il controllo delle risorse e delle infrastrutture critiche. La Groenlandia dispone di consistenti giacimenti di materie prime critiche e terre rare, essenziali per l’industria high-tech e per la difesa; tuttavia, il clima rigido e la carenza di infrastrutture adeguate ne ostacolano uno sfruttamento industriale immediato. Il vero valore strategico del territorio risiede nella collocazione geografica e negli spazi disponibili per radar e sistemi di monitoraggio dell’Artico.
Sebbene Copenaghen in passato abbia già bloccato progetti infrastrutturali e navali cinesi per ragioni di sicurezza nazionale, l’ipotesi di un nuovo accordo conferirebbe agli Stati Uniti un formale potere di approvazione o di veto vincolante sugli investimenti esteri. I dettagli operativi dell’intesa dovranno essere verificati sui documenti ufficiali. La Groenlandia è un territorio autonomo all’interno del Regno di Danimarca, con un proprio parlamento ed esecutivo responsabili degli affari interni, mentre difesa e politica estera restano prerogative della corona danese.
Il riconoscimento di poteri di intervento permanenti a un attore esterno pone complessi interrogativi costituzionali e giuridici: dalle garanzie di autogoverno per la popolazione locale all’eventuale necessità di ratifiche parlamentari a Copenaghen e a Nuuk, fino alla presenza di clausole di recesso. In assenza delle clausole attuative e del testo integrale, l’annuncio di Trump si configura come una vittoria politica d’immagine, ma lascia irrisolti i nodi relativi alla catena di comando e al rispetto della sovranità artica.
«Sono lieta che si stia delineando un accordo positivo per la Groenlandia, il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti. Un accordo che rafforza la nostra sicurezza condivisa nell’Artico e nella regione del Nord Atlantico, risultando così vantaggioso anche per la Nato e per l’Europa. Un accordo che, al contempo, riconosce la sovranità e l’integrità territoriale del Regno, nonché il diritto del popolo groenlandese all’autodeterminazione» ha confermato in serata la premier danese Mette Frederiksen, dopo l’annuncio di Donald Trump di un’intesa con la Danimarca e la Groenlandia che conferisce agli Usa «il controllo permanente sulla sicurezza» dell’isola.