Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
19 settembre 2026 - Aggiornato alle 08:11
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

il retroscena

Bollo auto, la promessa di Giorgetti alle Regioni: «Nessun buco nei bilanci». Ma coperture e allargamento restano un rebus

Il Tesoro promette rimborsi integrali, ma restano da definire maggiorazioni, tempi dei trasferimenti e futuro della misura. Sullo sfondo, la verifica europea sull’impiego delle economie legate al Pnrr

19 Settembre 2026, 07:54

08:00

Bollo auto, la promessa di Giorgetti alle Regioni: «Nessun buco nei bilanci». Ma coperture e allargamento restano un rebus

Il risparmio promesso agli automobilisti vale 2,3 miliardi di euro, ma la stessa cifra rischia di trasformarsi in un problema per le casse territoriali. Al ministero dell’Economia, davanti a Giancarlo Giorgetti, i governatori hanno chiesto una garanzia precisa: la sospensione del bollo nel 2027 non deve sottrarre neppure un euro ai bilanci regionali. Il Tesoro assicura che la compensazione sarà piena. Intanto, però, Bruxelles prepara le sue verifiche sulle coperture e nella maggioranza cresce la pressione per estendere il beneficio oltre il perimetro iniziale.

Il nodo non riguarda soltanto l’opportunità politica di alleggerire il prelievo sugli automobilisti. Riguarda soprattutto chi debba sostenere il costo dell’operazione e con quali garanzie. La tassa automobilistica alimenta infatti le entrate regionali: se lo Stato decide di sospenderne il pagamento per una parte dei veicoli, deve costruire un meccanismo capace di neutralizzare la perdita per i territori. In caso contrario, il beneficio riconosciuto ai proprietari delle auto rischierebbe di trasformarsi in minori risorse per sanità, trasporti e altri servizi oppure nella necessità di reperire altrove nuove entrate.

Una sospensione per il 2027, non una cancellazione definitiva

Il primo elemento da chiarire è la durata della misura. Non si tratta, almeno nella configurazione approvata dal governo, dell’abolizione strutturale del bollo auto. È prevista un’esenzione limitata al 2027, applicabile ai pagamenti con scadenza ordinaria compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. L

Per le autovetture, il beneficio è destinato alle persone fisiche soggette al pagamento del bollo per veicoli a benzina o diesel, anche abbinati ad altre forme di propulsione, con potenza non superiore a 80 kilowatt, poco meno di 110 cavalli. L’esenzione riguarda un solo mezzo regolarmente assicurato. Se il contribuente possiede più automobili potenzialmente agevolabili, la sospensione viene riconosciuta su una sola vettura, individuata secondo i criteri previsti dal provvedimento. La misura comprende inoltre i motocicli, ampliando in modo consistente il numero dei potenziali beneficiari.

Secondo le stime circolate dopo il Consiglio dei ministri, i proprietari di almeno un veicolo fino a 80 kilowatt sarebbero quasi 24,6 milioni; a questi si aggiungerebbe una platea di circa 7 milioni di moto e motocicli

Il conto per le Regioni

Il governo ha quantificato in circa 2,3 miliardi di euro le risorse necessarie per compensare il mancato gettito nel 2027. La cifra rappresenta poco più del 30% dei circa 7,6 miliardi complessivamente incassati attraverso la tassa automobilistica. Il decreto stanzia, più precisamente, 2,293 miliardi per l’anno interessato dall’esenzione.

È qui che si è concentrata la preoccupazione dei governatori. Non basta prevedere un trasferimento: occorre che il calcolo rifletta tutte le componenti delle entrate effettivamente riscosse nei diversi territori. Alcune Regioni applicano maggiorazioni rispetto alla tariffa di base e temono che un rimborso parametrato soltanto al gettito standard possa lasciare scoperta una parte degli incassi. Il rischio indicato dalle amministrazioni più critiche è quello di una perdita di alcune centinaia di milioni, distribuita in modo disomogeneo e più pesante proprio per gli enti che hanno esercitato la propria autonomia tributaria. Nel colloquio con Massimiliano Fedriga e con la delegazione della Conferenza delle Regioni, Giancarlo Giorgetti avrebbe assicurato che la compensazione sarà integrale e che nessuna amministrazione subirà una riduzione delle risorse nel 2027. 

Il secondo fronte è aperto a Bruxelles

Mentre Roma tenta di rassicurare i governatori, sulla misura si è aperto un confronto con la Commissione europea. Bruxelles ha fatto sapere che valuterà il taglio del bollo nell’ambito del Semestre europeo 2027, alla luce della relazione sull’Italia e delle raccomandazioni specifiche rivolte al Paese. L’attenzione riguarda in particolare il collegamento tra la copertura dell’intervento e le economie maturate su prestiti del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

La posizione del ministero dell’Economia è che non si stiano utilizzando contributi europei destinati a investimenti ancora da realizzare. Giorgetti ha sostenuto che una parte consistente delle risorse del Pnrr è costituita da prestiti che gravano sul bilancio italiano: le somme non più impiegate per progetti conclusi con costi inferiori alle previsioni, o non ricollocabili entro i termini, libererebbero dunque spazi nazionali utilizzabili per la copertura. Una quota dei fondi necessari, circa 2,1 miliardi, deriverebbe da queste economie. 

La Commissione non ha bocciato il provvedimento, ma ha richiamato il principio secondo cui il dispositivo europeo per la ripresa è basato sui risultati: i pagamenti sono legati al conseguimento degli obiettivi concordati. La verifica dovrà quindi stabilire se la costruzione finanziaria scelta dall’Italia sia compatibile con gli impegni europei e con il percorso di finanza pubblica. Il punto non è soltanto l’origine contabile delle somme, ma l’effetto complessivo di una nuova agevolazione sui conti e sulle raccomandazioni rivolte al Paese.