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la storia

«Scusi per il dolore»: la lettera della famiglia del tredicenne alla docente ferita

a professoressa Marsilio aveva espresso rammarico per il vuoto dopo l'attacco in aula, ora arrivano le scuse private dei genitori dell'alunno

20 Settembre 2026, 19:40

19:50

«Scusi per il dolore»: la lettera della famiglia del tredicenne alla docente ferita

A due giorni dall’attacco nella scuola media “Giovanni Verga” di Centocelle, a Roma, la famiglia del tredicenne responsabile ha rotto il silenzio inviando una mail di scuse alla professoressa Isabella Marsilio. Un contatto privato giunto dopo che la docente, ancora scossa per le coltellate ricevute in classe, aveva espresso pubblicamente il proprio dispiacere per l’assenza di qualsiasi segnale da parte dei genitori del ragazzo. Il messaggio non attenua la gravità di quanto accaduto, ma colma un vuoto che la docente ha vissuto come un’ulteriore ferita, quasi pari a quelle fisiche.

Prima di ricevere l’email, Marsilio aveva ricordato di aver già incontrato in passato i genitori dell’alunno per discutere delle difficoltà scolastiche del figlio, descrivendoli non con ostilità, bensì come persone perbene, apparse in grande affanno di fronte al suo malessere. Per l’insegnante, la lettera rappresenta il riconoscimento del dolore provocato e il contatto umano atteso, senza trasformare la famiglia del minore in un bersaglio pubblico. L’aggressione si è consumata in aula con un’irruzione repentina: prima lo spray urticante che ha saturato l’aria causando tosse e bruciore tra studenti e personale, poi i fendenti contro la docente.

A scongiurare esiti ancora più drammatici è stato l’intervento di un compagno di classe, anche lui tredicenne, che si è avventato sull’aggressore riuscendo a immobilizzarlo con l’aiuto di altri ragazzi. Un atto di coraggio che la professoressa ha elogiato definendo il giovane il proprio “salvatore” e che il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha annunciato di voler premiare ufficialmente.

Soccorsa dal 118, Isabella Marsilio — 66 anni, all’ultimo anno di insegnamento prima della pensione — è stata trasportata in ospedale per ferite che hanno sfiorato organi vitali. Dimessa con una prognosi di 15 giorni, ha raccontato di aver temuto per la vita, rifiutando però qualsiasi logica di vendetta. Ha detto di essere pronta, quando le condizioni lo consentiranno, a incontrare e ad abbracciare l’alunno per comprendere le ragioni del suo gesto. Sul fronte investigativo, i carabinieri proseguono le verifiche per ricostruire la preparazione dell’assalto.

È stata effettuata una copia forense dei telefoni del ragazzo e della madre, per analizzare chat, ricerche e acquisti online. Dalle prime risultanze emerge che il tredicenne avrebbe utilizzato le carte di pagamento memorizzate sul dispositivo materno per ordinare in rete i coltelli e il casco portati a scuola, lasciando anche la traccia di un conto alla rovescia pubblicato su un profilo social poi oscurato. Resta da chiarire il movente. Se in un primo momento si era ipotizzato un debito scolastico e una verifica di recupero fissata per quella mattina, gli inquirenti sottolineano come un’insufficienza non basti, da sola, a spiegare una pianificazione tanto articolata e piena di zone d’ombra.