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la storia

Il rientro a scuola a Roma dopo l’aggressione: «Era sotto shock e chiedeva scusa»

Riapre la Giovanni Verga dopo l'accoltellamento della professoressa, il difficile ritorno alla normalità

21 Settembre 2026, 09:06

Studente di scuola media spruzza spray in volto e poi accoltella un'insegnante

Due lunghi drappi rossi sono stati appesi davanti al cancello per schermare gli studenti da sguardi indiscreti e telecamere. L’accesso è avvenuto alla spicciolata, in anticipo rispetto all’orario consueto, sotto il presidio delle forze dell’ordine. È iniziata così la mattinata del rientro per gli alunni della scuola media “Giovanni Verga” di Roma, a pochi giorni dall’aggressione di venerdì, quando un tredicenne ha accoltellato una docente.

A ricostruire i momenti immediatamente successivi è Corrado Ruffini, assistente educativo dell’istituto, che si è trovato a gestire il ragazzo subito dopo il fatto. «Sono entrato in classe che era appena accaduto il tutto», ha riferito. Il minore appariva «sotto shock, imbambolato» e «chiedeva scusa in continuazione». Secondo quanto riportato da Ruffini, il giovane gli avrebbe confidato di avere un piano preciso: «Fare del male a una sola persona, non ferire nessun compagno, e poi costituirsi». L’assistente lo ha preso in consegna fino all’arrivo, tempestivo, degli agenti. «La scuola ha reagito benissimo e ha fatto uscire gli studenti dall’aula per proteggerli», ha aggiunto Ruffini, ricordando le fasi concitate seguite all’accoltellamento. Nella sua testimonianza c’è anche il gesto di uno studente intervenuto in soccorso della professoressa: «Inizialmente l’ho scambiato per un adulto per la sua stazza», ha spiegato, sottolineando la portata dell’azione: «Ha compiuto un gesto davvero eroico».

Questa mattina l’istituto ha riaperto le porte. I primi ragazzi sono arrivati già intorno alle 7.20, prima dell’orario canonico di ingresso. Ad attenderli, oltre al personale scolastico, c’erano carabinieri e polizia locale, schierati lungo il viale antistante. La presenza delle forze di polizia accompagna un ritorno alla normalità che, per alunni, docenti e famiglie, normale non può ancora essere. L’obiettivo è permettere ai ragazzi di tornare in classe dopo quanto accaduto, garantendo al contempo la loro riservatezza e il regolare svolgimento delle attività didattiche.

Tra i genitori che questa mattina hanno riaccompagnato i figli alla “Giovanni Verga” prevalgono preoccupazione e sgomento. «Il video in cui lui prepara l’aggressione fa impressione», ripetono in molti. «Pensare che sia facile portare dei coltelli di quelle dimensioni nelle scuole è una follia - racconta un papà -. Non si può non essere preoccupati nel riportare i nostri figli qui dopo quello che è successo». Per un altro genitore, «la responsabilità è collettiva. Non sappiamo cosa ci sia nella testa di questi ragazzi. Genitori, insegnanti e istituzioni devono unire le forze per intervenire insieme».