Meteo
L’estate resiste fino all’ultimo giorno: dal 22 settembre aria fresca e -5/7 °C su Nord-Est e versante adriatico
Vento, piogge locali e un possibile secondo impulso il 25-26 senza un autunno stabile
L’estate resiste fino all’ultimo giorno astronomico, con punte ancora oltre i 30 gradi. Ma da martedì 22 settembre il quadro cambia: correnti settentrionali raggiungeranno soprattutto il Nord-Est e il versante adriatico, facendo perdere localmente 5-7 gradi. Un secondo impulso fresco potrebbe arrivare entro sabato, senza però trasformare subito la parentesi in un autunno stabile.
Il quadro meteorologico di lunedì 21 settembre 2026 conserva caratteristiche tardo-estive. Le temperature massime risultano in generale comprese tra 26 e 31 °C, con valori prossimi o localmente superiori ai 30 gradi soprattutto nelle aree interne e in Sardegna. Non si tratta però di una situazione destinata a consolidarsi: sul bordo orientale dell’alta pressione cominciano a scorrere correnti più fresche, pronte a raggiungere una parte del Paese già da martedì.
Il primo impulso fresco tra martedì e mercoledì
La svolta prenderà forma martedì 22 settembre, quando un impulso di aria più fresca proveniente dai quadranti settentrionali e nordorientali scivolerà verso i Balcani, lambendo l’Italia. Le regioni maggiormente esposte saranno quelle orientali: dapprima il Nord-Est e la fascia adriatica, quindi parte del Centro-Sud.
Il cambiamento sarà avvertibile soprattutto nelle temperature. Tra martedì e mercoledì, sulle pianure nordorientali e lungo il versante adriatico, le massime potranno diminuire localmente di 5-7 gradi rispetto ai valori di inizio settimana. Dove lunedì si raggiungono 29-31 °C, si potrà così scendere verso i 22-25 °C. Il calo dovrebbe essere meno pronunciato sulle regioni nordoccidentali, sui settori tirrenici e in Sardegna, più riparati rispetto all’ingresso delle correnti fresche.
Non sarà, almeno in questa prima fase, un’irruzione fredda generalizzata. La massa d’aria più fresca seguirà una traiettoria prevalentemente orientale e investirà il territorio italiano in modo irregolare. Per questo il contrasto termico tra le diverse aree potrà essere netto: mentre sul medio e alto Adriatico si perderanno diversi gradi, in Sardegna e su parte del versante tirrenico il clima resterà più caldo, con punte ancora vicine ai 30 °C.
Piogge irregolari, non una perturbazione organizzata
Il calo delle temperature non coinciderà necessariamente con un peggioramento esteso. L’impulso dovrebbe infatti portare soprattutto un rinforzo dei venti settentrionali e un aumento dell’instabilità sulle zone più esposte, senza il passaggio di un fronte atlantico ben strutturato sull’intera Penisola.
Nella prima parte di martedì saranno possibili nubi e precipitazioni sparse tra il medio e basso Adriatico, la Puglia, la Calabria e la Sicilia, mentre al Nord e sulle regioni tirreniche prevarranno condizioni più stabili. I fenomeni andranno comunque valutati attraverso gli aggiornamenti a breve termine: quando aria più fresca in quota incontra superfici e mari ancora caldi, possono formarsi rovesci localmente intensi, anche se limitati nello spazio e nella durata.
Il vento sarà uno degli elementi più percepibili. Bora, grecale e tramontana, a seconda delle aree, contribuiranno ad abbassare le temperature e a ridurre l’umidità. Sui bacini orientali e meridionali potrà inoltre aumentare il moto ondoso, un aspetto da considerare per le attività costiere e la navigazione da diporto.
Un secondo impulso verso il 25-26 settembre
Lo scenario tra il 22 e il 26 settembre resta dinamico. Dopo il primo afflusso fresco, destinato a perdere forza nella giornata di giovedì, le proiezioni indicano la possibilità di un secondo impulso tra venerdì 25 e sabato 26. La sua traiettoria e la reale capacità di coinvolgere l’Italia richiedono però cautela: a questa distanza temporale, piccoli spostamenti delle strutture atmosferiche possono modificare sensibilmente distribuzione delle piogge, intensità dei venti e ampiezza del calo termico.
L’ipotesi più plausibile è quindi quella di due distinti passaggi di aria fresca nell’arco di pochi giorni, separati da una breve attenuazione. Il primo appare più definito e orientato verso le regioni adriatiche; il secondo potrebbe riportare instabilità su parte del Paese intorno al 25-26 settembre, ma non tutte le elaborazioni concordano sulla sua intensità. Alcuni scenari mantengono infatti una forte presenza anticiclonica sull’Europa occidentale e sul Mediterraneo, capace di limitare l’ingresso delle perturbazioni atlantiche.
Non è ancora l’autunno definitivo
Il passaggio dai 30 gradi a valori più vicini alle medie stagionali potrà sembrare brusco, ma non rappresenta necessariamente la fine definitiva del caldo. Già da giovedì le correnti settentrionali dovrebbero attenuarsi, favorendo una parziale risalita delle temperature. Per la parte finale del mese alcuni scenari prospettano persino un nuovo aumento, con massime che potrebbero tornare verso 29-30 °C in diverse regioni.
Settembre si conferma così un mese di transizione, segnato dall’alternanza tra rimonte anticicloniche e rapidi afflussi freschi. Le previsioni stagionali elaborate da Arpa Piemonte indicano, per il mese, un’anomalia positiva di geopotenziale sull’Europa, ma anche la possibilità che nella seconda parte di settembre le perturbazioni riescano a entrare nel Mediterraneo con maggiore facilità. Si tratta di indicazioni probabilistiche, non di previsioni puntuali, utili soprattutto per comprendere il contesto generale.
Per i cittadini, il dato più concreto è dunque l’escursione termica: dopo le massime oltre i 30 gradi di lunedì, nelle aree orientali servirà un abbigliamento più adatto a temperature inferiori già da martedì sera e mercoledì. La fase fresca sarà sensibile ma probabilmente breve; più che un ingresso stabile nell’autunno, sarà un primo richiamo della nuova stagione.