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IL LUTTO

La morte del figlio di Cindy Crawford: dalla notorietà alle fragilità, ma le cause restano un mistero

Aveva 27 anni, è stato trovato senza vita in una struttura di riabilitazione nell’area di Los Angeles

21 Settembre 2026, 15:19

15:20

La  morte del figlio di Cindy Crawford: dalla notorietà alle fragilità, ma le cause restano un mistero

Presley Gerber è morto a 27 anni. Il figlio della supermodella Cindy Crawford e dell’imprenditore Rande Gerber è deceduto ieri  domenica 20 settembre in una struttura di riabilitazione nell’area di Los Angeles, secondo i registri del Los Angeles County Medical Examiner. La notizia è stata confermata da una rappresentante della famiglia, che ha chiesto riservatezza in questo momento di profondo dolore.

Al momento, però, resta senza risposta la domanda più importante: quale sia stata la causa della morte. Nelle prime ore successive al decesso l'autopsia non risultava ancora completata e il medico legale non aveva indicato una causa. Saranno quindi gli accertamenti medico-legali, compresi gli eventuali esami tossicologici, a poter chiarire che cosa sia accaduto.

Il fatto che Presley si trovasse in una struttura di riabilitazione rappresenta un dato ufficialmente registrato, ma non permette da solo di stabilire le circostanze del decesso. Qualunque collegamento diretto tra il suo percorso di recupero e la morte, in assenza dei risultati degli accertamenti, sarebbe prematuro.

Presley lascia i genitori Cindy Crawford e Rande Gerber e la sorella minore Kaia Gerber, modella e attrice. La famiglia, attraverso la propria rappresentante, ha chiesto di poter vivere il lutto lontano dall'attenzione pubblica.

Dalle passerelle al racconto delle sue fragilità

Nato nel 1999, Presley Gerber era cresciuto sotto i riflettori, all'interno di una delle famiglie più riconoscibili della moda americana. Come la madre e la sorella, aveva intrapreso la carriera di modello ancora giovanissimo, lavorando con importanti marchi internazionali e comparendo in campagne pubblicitarie e sfilate. Nel 2018 aveva inoltre affiancato Cindy Crawford nello spot Pepsi trasmesso durante il Super Bowl.

Ma negli ultimi anni la sua immagine pubblica aveva assunto contorni molto diversi da quelli delle passerelle. Presley aveva scelto di parlare apertamente delle proprie difficoltà legate alla salute mentale e alla dipendenza, utilizzando i social per raccontare un percorso personale che raramente aveva trovato spazio nell'immagine patinata associata al cognome Crawford-Gerber.

Nel 2025 aveva avviato la serie social “Mental Health Mondays”, con l'obiettivo dichiarato di favorire conversazioni più aperte sui problemi che molte persone tendono a nascondere.

Anche per questo la sua vicenda aveva assunto, nel tempo, una dimensione diversa da quella di una semplice carriera nel mondo della moda. Presley aveva scelto di mostrare anche le parti più difficili della propria esperienza, parlando pubblicamente di dipendenza e salute mentale.

Quel tatuaggio sul volto: “Misunderstood”

Tra i simboli più discussi della sua immagine c'era una parola tatuata sotto l'occhio: “Misunderstood”, ovvero “incompreso”.

Il tatuaggio era stato realizzato dall'artista JonBoy e mostrato sui social nel febbraio 2020, quando Presley aveva 20 anni. La scritta sul volto attirò immediatamente l'attenzione e provocò numerosi commenti, trasformando una scelta personale in un caso mediatico.

Gerber aveva rivendicato la decisione e, alcune settimane dopo, aveva risposto alle critiche ricevute online. In quell'occasione aveva scritto sui social un messaggio che generò ulteriori polemiche, perché metteva a confronto le reazioni al suo tatuaggio con quelle riguardanti modifiche del corpo e percorsi di affermazione di genere. Il paragone fu contestato e il dibattito si spostò rapidamente dalla libertà di modificare il proprio aspetto alle parole utilizzate per difendere quella scelta.

Riletto alla luce della sua storia personale, quel “Misunderstood” può apparire oggi come una dichiarazione particolarmente significativa. Ma non può essere trasformato in una spiegazione della sua morte né utilizzato come prova di uno specifico stato psicologico. Era, prima di tutto, una scelta estetica e personale che Presley aveva deciso di rendere pubblica.

La dipendenza e le parole di Kaia Gerber

La lotta contro la dipendenza, invece, era stata raccontata pubblicamente dallo stesso Presley e dalla sorella Kaia.

In un'intervista pubblicata da Vogue nell'agosto 2026, Kaia aveva parlato delle difficoltà affrontate dal fratello e dell'impatto che la sua situazione aveva avuto sull'intera famiglia. La modella aveva sottolineato quanto Presley fosse stato disposto a mostrarsi vulnerabile e quanto quella scelta avesse contribuito a rompere il silenzio intorno ai problemi di dipendenza.

Kaia aveva anche spiegato come una situazione di questo tipo possa modificare gli equilibri all'interno di una famiglia, raccontando il peso emotivo che la vicenda aveva avuto su tutti. Allo stesso tempo, aveva espresso orgoglio per la decisione del fratello di parlare pubblicamente delle proprie difficoltà.

Presley, negli ultimi anni, aveva documentato sui social diversi momenti del proprio percorso. Tra questi anche esperienze di trattamento e tentativi di recupero dalla dipendenza. In uno dei suoi ultimi contenuti pubblici aveva raccontato un trattamento con ibogaina intrapreso all'estero, presentandolo come parte della sua ricerca di una strada verso la sobrietà.

Sono elementi che fanno parte della sua storia pubblica, ma che non devono essere confusi con una spiegazione della morte. Al momento non è stata resa pubblica alcuna causa ufficiale.

Una morte ancora senza risposta

La morte di Presley Gerber arriva dunque al termine di un percorso pubblico fatto di moda, notorietà e, soprattutto negli ultimi anni, di una scelta precisa: raccontare anche le proprie fragilità.

Il giovane modello aveva conosciuto fin dall'adolescenza un mondo fatto di passerelle, campagne pubblicitarie e fotografi. Ma aveva anche mostrato quanto quella superficie potesse essere distante dalla realtà personale di chi vive dentro una famiglia famosa.

Il tatuaggio “Misunderstood”, le conversazioni sulla salute mentale e le testimonianze sulla dipendenza sono diventati tasselli di una storia che oggi viene riletta inevitabilmente alla luce della sua morte. Nessuno di questi elementi, tuttavia, consente di stabilire perché Presley sia morto.

Per ora il dato ufficiale è uno soltanto: Presley Gerber è morto a 27 anni, mentre si trovava in una struttura di riabilitazione nell'area di Los Angeles. La causa del decesso non è stata resa pubblica e gli accertamenti medico-legali sono ancora necessari per ricostruire le circostanze della morte.

La famiglia ha chiesto privacy. E mentre l'attenzione pubblica si concentra inevitabilmente sulla figura del figlio di Cindy Crawford, resta il percorso di un giovane che, negli ultimi anni della sua vita, aveva scelto di parlare apertamente di ciò che spesso viene nascosto: la dipendenza, la sofferenza psicologica e la difficoltà di chiedere aiuto.