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il dibattito

«La scuola è aperta a tutti»: il presidente Mattarella traccia la rotta contro le barriere in classe

Il Capo dello Stato interviene sui temi dell'accoglienza richiamando la necessità di mediazione culturale e insegnamento della lingua senza cancellare identità e memorie familiari

21 Settembre 2026, 19:47

20:40

«La scuola è aperta a tutti»: il presidente Mattarella traccia la rotta contro le barriere in classe

Nel pieno del confronto politico e sociale sulla presenza di alunni stranieri e sull’ipotesi di introdurre tetti per classe, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha scelto l’inaugurazione dell’anno scolastico ad Amatrice per indicare una rotta chiara e conforme ai principi costituzionali. Nella cittadina laziale segnata dal terremoto del 24 agosto 2016, dove prima della cerimonia ha deposto una corona alla stele in memoria delle vittime, il Capo dello Stato ha ribadito che la scuola è la leva più solida di integrazione e coesione dell’intero Paese.

In risposta, seppur indiretta, alle richieste di barriere o limiti numerici, Mattarella ha richiamato con decisione l’articolo 34 della Costituzione: l’istruzione è aperta a tutti e la Repubblica ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno esercizio del diritto allo studio. L’inclusione, ha sottolineato, non si esaurisce nell’iscrizione formale o nella mera presenza in classe: significa mettere ciascun alunno nelle condizioni di apprendere, esprimersi e sentirsi valorizzato, indipendentemente da cittadinanza, lingua madre, condizione economica o eventuali disabilità. Un passaggio centrale dell’intervento ha riguardato la natura del processo integrativo.

Per il Presidente, l’inserimento dei giovani provenienti da altri Paesi, o nati in Italia da famiglie straniere, non va confuso con l’assimilazione o con la cancellazione delle identità d’origine. Al contrario, l’aula è il primo spazio pubblico in cui bambini e ragazzi apprendono la convivenza civile e l’adesione ai valori costituzionali attraverso la conoscenza reciproca. In questo cammino, l’apprendimento dell’italiano come seconda lingua (L2) è decisivo per l’esercizio di diritti e doveri, ma non è sufficiente se lo studente resta isolato o se su di lui gravano aspettative riduttive.

Il Capo dello Stato ha inoltre rimarcato che le sfide dell’accoglienza non possono essere scaricate sulla buona volontà di singoli istituti o docenti. In luogo di scorciatoie escludenti, servono risposte strutturali: una distribuzione equilibrata delle complessità educative tra le scuole, mediazione culturale, tempo pieno, trasporti efficienti e risorse mirate per i plessi situati nei contesti socio-economici più fragili. Obiettivo: impedire che quartiere, provenienza o reddito trasformino l’istruzione in un moltiplicatore di disuguaglianze o in un destino già scritto.

Questo impegno per una scuola realmente inclusiva si intreccia con il contrasto alla dispersione, non solo quella esplicita ma anche la cosiddetta dispersione implicita. Citando le rilevazioni INVALSI richiamate dall’Istat per l’anno scolastico 2024/2025, è stato ricordato che l’8,7% degli studenti conclude le superiori senza competenze adeguate. Per Mattarella, recuperare significa intervenire prima che le difficoltà si consolidino in rinuncia, nella convinzione che nessun ragazzo debba essere considerato irrecuperabile. Alla cerimonia ha preso parte anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato l’esigenza di una scuola priva di discriminazioni e centrata sulla persona, richiamando il valore di sanzioni a valenza educativa e riparativa, finalizzate a ricostruire le relazioni civili nelle comunità scolastiche.

Da parte sua, il Presidente ha ricordato che il rispetto reciproco e il rifiuto di ogni forma di violenza, razzismo, bullismo o sessismo costituiscono l’architrave della convivenza in classe. Nel dialogo con gli studenti presenti ad Amatrice, Mattarella ha sintetizzato la sua visione ricordando che «la cultura rende liberi» e affrontando il tema delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale. Pur riconoscendo l’utilità degli strumenti digitali a supporto della didattica, ha ribadito l’insostituibilità dell’insegnante in carne e ossa, la cui empatia e sensibilità relazionale sono decisive per interpretare i bisogni di ciascuno.