lo scenario
Trump frena i raid di Kiev sulle raffinerie russe: «Questa guerra assurda deve finire»
A margine dell'Assemblea Onu a New York il tycoon affronta il nodo del caro carburanti prima del vertice con Zelensky, mentre Mosca consolida il potere interno ma prosegue i bombardamenti
«Questa assurda e interminabile guerra con l’Ucraina deve finire». Con questo monito diretto, il presidente americano Donald Trump ha inaugurato la settimana diplomatica a New York, a margine dei lavori dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’appello è stato diffuso sulla sua piattaforma Truth, dove la Casa Bianca ha per la prima volta esplicitato il nesso tra il protrarsi delle ostilità e la crisi energetica: a causa del conflitto, la Russia avrebbe temporaneamente perso il controllo di una parte della propria filiera del diesel in seguito alla distruzione di diverse raffinerie.
Dietro le quinte, tuttavia, emergono motivazioni di politica interna. Secondo indiscrezioni giornalistiche, in una telefonata avvenuta domenica con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Trump avrebbe insistito più volte affinché Kiev interrompesse i raid con droni contro le infrastrutture petrolifere russe. Sullo sfondo, l’impennata globale dei prezzi dei carburanti, tema ad alta sensibilità negli Stati Uniti a poche settimane dal voto di Midterm. Da Kiev la replica è stata immediata. Zelensky ha rilanciato sui social le parole del leader americano: «Sì, infatti, questa guerra russa contro l'Ucraina e contro il buon senso deve finire».
Il capo di Stato ucraino ha inoltre confermato che sul tavolo negoziale sono allo studio opzioni per favorire un percorso di pace, a partire da «forti passi di de-escalation». I due leader si vedranno di persona martedì a New York, all’indomani dell’incontro tra Trump e il presidente francese Emmanuel Macron, deciso a orientare il confronto verso scelte condivise. Più rigida la posizione del Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov si è detto formalmente «aperto» a un tavolo trilaterale con Kiev e Washington, ma ha denunciato l’assenza di segnali concreti di dialogo, ribadendo che l’«operazione militare speciale» andrà avanti.
Mosca si presenta a questa fase forte dell’esito delle elezioni per il rinnovo della Duma: Russia Unita ha centrato il record di 355 seggi su 450, portando in parlamento anche 49 reduci dal fronte. I dati ufficiali segnalano inoltre un’affluenza superiore al 75% nelle quattro regioni ucraine annesse. Mentre negli Stati Uniti si tenta la via diplomatica, sul campo i combattimenti non si arrestano. Nella notte le forze russe hanno sferrato una serie di attacchi mirati in Ucraina, colpendo un centro logistico nella regione di Kiev, una nave mercantile nel porto di Odessa e le infrastrutture portuali di Izmail, sul Danubio, a ridosso del confine con la Romania. A Lovoza, nella regione di Kharkiv, si registra anche la morte di una donna in seguito a un attacco condotto da un drone russo.