il caso
Garlasco e l’ombra della corruzione: cosa c’è davvero nell’intercettazione trasmessa in tv
La voce dell’ex indagato riapre il capitolo sui contatti del 2017, ma la magistratura predica cautela di fronte a confidenze apprese de relato
Un’intercettazione resa pubblica dal programma televisivo "Lo Stato delle Cose", condotto da Massimo Giletti, riporta al centro dell’attenzione le verifiche svolte a Pavia tra la fine del 2016 e i primi mesi del 2017 nell’ambito del delitto di Garlasco. Al cuore del servizio c’è un file audio in cui Andrea Sempio — all’epoca iscritto nel registro degli indagati e poi archiviato — parla di un presunto sistema di “aiuti” offerti a persone sotto inchiesta in cambio di denaro, citando l’ex carabiniere Silvio Sapone.
Nonostante l’eco mediatica, gli inquirenti adottano la massima prudenza: la registrazione è un elemento da approfondire, ma allo stato non dimostra alcun passaggio di denaro né configura responsabilità penali accertate. L’analisi tecnica del contenuto mette in luce un nodo probatorio decisivo: il ragionamento di Sempio si fonda sul “mi hanno detto”.
Non vengono descritte circostanze apprese per esperienza diretta, non sono individuati i presunti informatori e mancano riscontri che corroborino l’esistenza del meccanismo illecito evocato. Inoltre, negli atti resi pubblici non compare alcuna richiesta economica formulata da Sapone, né la prova di un versamento da parte di Sempio. La semplice associazione del nome dell’ex carabiniere al tema del denaro all’interno della stessa conversazione non costituisce, sul piano giuridico, la dimostrazione di un accordo corruttivo.
Il nuovo audio assume rilievo perché si inserisce nelle verifiche sulle modalità con cui furono condotti gli accertamenti dell’epoca. Un’informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri di Milano ha definito “assolutamente ingiustificati” alcuni contatti tra Sapone e Sempio, sottolineando come tali interlocuzioni non risultassero adeguatamente riportate nelle annotazioni sui tabulati telefonici. Nelle stesse relazioni vengono richiamate presunte incompletezze nelle trascrizioni e ulteriori criticità procedurali. Mentre Sempio sostiene di essere stato raggiunto “una volta” da Sapone, l’ex carabiniere aveva in passato negato rapporti o frequentazioni con la famiglia dell’indagato. Spetterà ora agli inquirenti chiarire la reale natura di quelle comunicazioni, distinguendo eventuali contatti d’ufficio o convocazioni di servizio da rapporti informali non autorizzati.
La pista economica era già stata oggetto di approfondimenti dopo il rinvenimento, nell’abitazione dei genitori di Sempio, di una nota manoscritta con il riferimento all’ex pm Venditti, all’archiviazione e alla cifra “20-30”. Il padre di Andrea, Giuseppe Sempio, ha spiegato che si trattava di una stima dei costi legali; una versione ritenuta plausibile dal gip di Brescia, che ha archiviato le accuse di corruzione nei confronti del magistrato, leggendo in quel foglio la sintesi di un colloquio con i difensori. Restano tuttavia discrepanze sugli importi complessivamente sostenuti dalla famiglia per la difesa: - i legali hanno indicato compensi fatturati per circa 45 mila euro; - la contabilità domestica riportava spese per circa 46 mila euro; - i genitori dell’indagato hanno menzionato uscite fino a 60 mila euro. Per il giudice di Brescia, pur residuando un margine d’incertezza sulla destinazione finale di una parte delle somme, non emerge alcuna prova che quel denaro sia stato usato per fini illeciti o sia giunto all’ex magistrato.
Gli inquirenti hanno ribadito la necessità di tenere separati i piani dell’indagine: l'micidio di Chiara Poggi (13 agosto 2007) con Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva e la posizione di Andrea Sempio rientra nella nuova inchiesta pavese; le presunte irregolarità investigative che riguarda comportamenti di terzi e la gestione delle procedure sfociate nella prima archiviazione del 2017.
Per attribuire un valore giudiziario alla registrazione, sarà necessario acquisire l’audio integrale, verificarne la continuità temporale e incrociare ogni affermazione con i tabulati telefonici e con i flussi finanziari. Solo all’esito di tali riscontri potranno delinearsi eventuali profili di responsabilità.