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22 settembre 2026 - Aggiornato alle 21:18
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il provvedimento

A chi si applica e cosa c'è nel decreto sul tetto agli alunni stranieri in classe, Valditara: «Contro il rischio ghetti»

Il ministro al centro degli attacchi delle opposizioni: «Inseguono Vannacci». Previsti anche corsi obbligatori per i genitori di bambini che faticano con l'italiano

22 Settembre 2026, 21:18

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In Sicilia boom di alunni stranieri:  così le "seconde generazioni" riempiono le scuole dell'Isola

Si concentrerà solo sugli alunni che non conoscono affatto l'italiano, non riescono per esempio a capire quello che l'insegnante spiega in classe né a fare domande al professore, quindi principalmente sugli studenti di cittadinanza comunitaria non appena arrivati, il decreto atteso per giovedì in Consiglio dei ministri che prevederà il tetto del 30% di stranieri in classe.

Il provvedimento non si applicherà a chi ha frequentato le scuole dell'infanzia o chi è stato nella scuola italiana con buoni profitti. E prevederà deroghe in tutte quelle zone in cui è molto alta la concentrazione di immigrati o è difficile trovare altre scuole nelle vicinanze. E laddove non fosse possibile inserire lo studente in una scuola di prossimità, il governo ha deciso di stanziare 14 milioni di euro a regime per potenziare l'insegnamento dell'italiano, come ha spiegato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara al Tg1. Questi fondi serviranno "proprio per potenziare l'insegnamento e la personalizzazione dell'insegnamento dell'italiano a quei ragazzi che si troveranno comunque in contesti più complessi", ha detto Valditara.

Il provvedimento vieta poi di indossare il burqua e il niquab a scuola (secondo alcune stime sarebbero non più di 500-600 studentesse che lo portano), corsi obbligatori di italiano per i genitori migranti degli studenti che faticano con la lingua, e riguarderà anche gli studenti con passaporto europeo che hanno difficoltà con l'italiano. Inoltre è probabile che il documento preveda anche altre novità per le scuole come il cambio di nome da istituti tecnici a licei.

Le classi con più del 20% di studenti stranieri neoarrivati ​​che non conoscono l'italiano sono poco meno di mille, per lo più alle elementari. Valditara, che oggi in una intervista al Corriere della Sera si è detto preoccupato per il fenomeno del white flight, che porta molti genitori a spostare i propri figli dalle scuole ad alta percentuale di immigrazione, in serata ha replicato a chi tra le opposizioni lo ha definito 'razzista': "Situazioni di questo tipo preludono al ritorno a deriva di ghettizzazione e di segregazione stile Alabama anni 50. Non credo che politici di tale malafede o ignoranza siano degni di rappresentare gli italiani”.

Forti le critiche dell'opposizione. "Valditara non sa di che parla e non è serio. Ha un unico obiettivo chiaro: agitare quanto più fumo razzista possibile contro i migranti in campagna elettorale per coprire tutta la loro inadeguatezza", attacca Elisabetta Piccolotti, Avs. Per la senatrice M5S Barbara Floridia "a furia di inseguire Vannacci questi vogliono riportarci alla scuola con le camicie nere". Per il giornalista Mario Calabresi mettere il tetto del 30% di studenti stranieri nelle scuole "è evidentemente una decisione di campagna elettorale", una "mossa propagandistica che lascia il tempo che trova".

"I bambini non sono pacchi", diceo Irene Manzi, capogruppo Pd in ​​commissione istruzione e responsabile nazionale scuola del Pd. Nella maggioranza appaiono cauti gli esponenti di FI. Per l'europarlamentare di Forza Italia Flavio Tosi "sappiamo che ci sono quartieri con un'alta concentrazione di stranieri, lo stesso vale per quei Comuni attorno ai capoluoghi a forte espansione industriale. Lì non è che puoi spostare bambini nelle scuole magari a parecchi chilometri di distanza". Dunque, per l'esponente azzurro, "il decreto in arrivo afferma un principio giusto, ma vanno previsti dei meccanismi di flessibilità". E anche per la ministra dell'Università Anna Maria Bernini "il 30% ci sta ma bisogna calarlo sulle singole realtà che non sono tutte uguali".