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medio oriente

Iran, l’avvertimento a Trump dopo le parole all'Onu: «Sarà una risposta devastante»

Lo Stato Maggiore e il comando Khatam al-Anbiya avvertono gli Stati Uniti dopo le dichiarazioni del presidente

23 Settembre 2026, 07:25

07:30

Iran, l’avvertimento a Trump dopo le parole all'Onu: «Sarà una risposta devastante»

Nuovo avvertimento dell'Iran agli Stati Uniti dopo le più recenti minacce del presidente Donald Trump. Lo Stato Maggiore delle Forze armate iraniane e il Quartier Generale Centrale Khatam al-Anbiya, la principale struttura di comando operativo delle forze iraniane, hanno annunciato che Teheran è pronta a rispondere con «colpi ancora più duri, devastanti e imprevedibili» a eventuali nuove aggressioni.

La dichiarazione è contenuta in un comunicato congiunto diffuso martedì e rilanciato dall'emittente iraniana Press Tv. Nel testo, i vertici militari affermano che una risposta di questa portata sarebbe rivolta agli aggressori e ai vertici di Stati Uniti e Israele.

L'avvertimento arriva poche ore dopo il discorso pronunciato da Trump all'Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York. Il presidente americano ha minacciato di «annientare» l'Iran nel caso in cui non venga raggiunto un accordo di pace, sostenendo la necessità di impedire a Teheran di dotarsi di armi nucleari.

Il nuovo scambio di minacce si inserisce in una fase di forte tensione tra Washington e Teheran. Nei giorni scorsi il comando militare centrale iraniano aveva sostenuto di avere ricevuto informazioni secondo cui gli Stati Uniti si preparavano a riprendere le operazioni militari contro l'Iran, avvertendo che un nuovo attacco avrebbe provocato una risposta senza limitazioni.

Parallelamente, però, restano aperti i canali diplomatici. Secondo quanto riferito da Reuters, un alto funzionario iraniano ha dichiarato che Teheran sarebbe pronta a riaprire entro una settimana lo Stretto di Hormuz nel caso in cui gli Stati Uniti riducessero la pressione militare e revocassero il blocco navale sui porti iraniani. L'Iran avrebbe inoltre trasmesso a Washington, attraverso mediatori, una proposta per porre fine alle ostilità.

La situazione resta dunque sospesa tra nuove minacce militari e tentativi di riaprire il negoziato, mentre lo Stretto di Hormuz continua a rappresentare uno dei principali punti di tensione per la sicurezza regionale e per i traffici energetici internazionali.