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Il caso

Imbrogliavano ai quiz della patente con microcamere e auricolari: scoperta a Verona un'organizzazione

L'indagine della polizia locale e della stradale ha smantellato un sistema che garantiva la promozione all'esame in cambio di tremila euro. Quarantuno rinvii a giudizio e ventisette patenti ritirate

25 Settembre 2026, 08:48

08:50

Imbrogliavano ai quiz della patente con microcamere e auricolari: scoperta a Verona un'organizzazione

L'iconica immagine di "Mr. Bean" che copia a un esame, diventata meme su Internet, appartiene decisamente al passato. Perché la realtà ha superato la fantasia: a Verona c'era un sistema ben collaudato permetteva di superare l'esame teorico per il conseguimento della patente di guida grazie a suggerimenti forniti dall'esterno, ma è stato smantellato grazie a un'indagine partita nel 2022. A far scattare l'inchiesta della polizia locale di Verona, in stretta collaborazione con la sezione polizia stradale e sotto il coordinamento della Procura della Repubblica, è stato un intervento mirato presso la Motorizzazione Civile scaligera. In quell'occasione, un candidato era stato sorpreso a svolgere i quiz con l'ausilio di dispositivi abilmente occultati che gli consentivano di ricevere le risposte da remoto. L'analisi approfondita delle schede telefoniche e dei dispositivi sequestrati, supportata dal Laboratorio Analisi Documentale della polizia locale, ha permesso di allargare progressivamente il quadro investigativo. Ulteriori conferme sono arrivate nel dicembre dello stesso anno, quando all'esterno della sede d'esame è stato intercettato un veicolo con a bordo altro materiale elettronico compromettente.

Lo studio incrociato dei telefoni, dei messaggi e delle sim sequestrate ha permesso di collegare numerosi episodi che coinvolgevano candidati provenienti da diverse regioni del Nord Italia. L'operazione ha portato all'esecuzione di dodici perquisizioni tra uffici, punti vendita di telefonia e abitazioni private nelle province di Bologna, Vicenza, Verona e Reggio Emilia. Gli investigatori si sono trovati di fronte a una vera e propria organizzazione strutturata, in cui ogni membro svolgeva mansioni specifiche: dal reclutamento dei candidati alla preparazione tecnica delle apparecchiature, fino all'accompagnamento fisico alle sedi d'esame e alla successiva spartizione dei profitti. Per garantirsi il superamento della prova teorica, i clienti pagavano tariffe che oscillavano tra i duemila e i tremila euro.

Il bilancio conclusivo dell'operazione è di grande impatto. Le forze dell'ordine hanno sequestrato circa 40.000 euro in contanti, decine di schede telefoniche intestate a prestanome inesistenti, microauricolari, microcamere e capi di abbigliamento appositamente modificati per nascondere i dispositivi tecnologici. Sono state inoltre contestate sanzioni amministrative per un valore superiore a diecimila euro. Al termine degli accertamenti, quarantuno persone sono state rinviate a giudizio con l'accusa di falsa attribuzione di lavori altrui durante esami o concorsi pubblici. L'azione si è abbattuta anche su chi ha beneficiato dell'inganno: su delega del pubblico ministero, sono state sequestrate e ritirate le patenti di ventisette candidati che avevano superato illecitamente la prova a quiz.