L'INTERVISTA
Garlasco, Angela Taccia racconta la relazione con Sempio: «Tre mesi nel 2014»
La legale racconta il rapporto avuto con l’assistito nel 2014 e spiega perché lo ritiene innocente. Intanto la Procura di Pavia si avvicina a una nuova scadenza per le indagini.
Prima di diventare la sua avvocata, Angela Taccia è stata per un breve periodo la compagna di Andrea Sempio. La legale ha raccontato di una relazione durata tre mesi nel 2014. Oggi lo difende nella nuova indagine sull’omicidio di Chiara Poggi e afferma di ritenerlo innocente: parole personali e professionali che vanno lette separatamente dalle prove al vaglio degli inquirenti.
La circostanza emerge da un’intervista pubblicata oggi dal Giornale. Taccia, che difende Sempio insieme all’avvocato Liborio Cataliotti, ha detto che la relazione durò tre mesi e che fu lei a interromperla. Non ha indicato un legame tra quella storia, iniziata sette anni dopo l’omicidio, e i fatti su cui oggi indaga la Procura di Pavia.
La legale ha scelto di parlarne mentre attorno a Sempio si concentra una nuova fase di attenzione pubblica. La sua dichiarazione aggiunge un elemento alla conoscenza del rapporto tra avvocata e assistito, già descritti come amici di lunga data. È però necessario tenere distinti i piani: una relazione passata può spiegare la familiarità con cui Taccia parla di lui, ma non costituisce né una prova a discarico né un elemento a carico nell’inchiesta sull’uccisione di Chiara Poggi.
La difesa di Sempio e le parole dell’avvocata
Nell’intervista Taccia respinge l’immagine di un uomo violento che, a suo giudizio, sarebbe stata ricavata da intercettazioni lette fuori contesto. Dice inoltre di considerare Sempio innocente. Sono valutazioni espresse dalla persona che lo difende e che lo conosce da molti anni: vanno attribuite a lei, senza confonderle con gli accertamenti giudiziari ancora in corso. Anche quando parla del carattere dell’ex compagno, Taccia offre una testimonianza sulla propria esperienza personale, non un riscontro su ciò che accadde nella villetta di Garlasco il 13 agosto 2007.
La legale affronta anche i commenti pubblicati da Sempio su un forum dedicato alla seduzione. Riferisce di averli scoperti da altri e di esserne rimasta contrariata; sostiene, tuttavia, che quelle parole non rappresentino la persona che conosce. È una distinzione importante nel suo racconto, ma resta la sua interpretazione. Il contenuto dei messaggi e l’eventuale rilievo che gli inquirenti attribuiscono loro sono questioni diverse dal ricordo di una relazione sentimentale.
A che punto è l’inchiesta
Andrea Sempio è indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia sull’omicidio di Chiara Poggi. Fino a ieri gli inquirenti attendevano l’ultima di quattro consulenze disposte dopo un primo avviso di conclusione delle indagini. È il 28 settembre il termine previsto per questa fase e che la Procura avrebbe dovuto mettere i nuovi atti a disposizione della difesa con un ulteriore avviso. Una chiusura delle indagini, se notificata, non equivale a un processo né, tanto meno, a una condanna.
Tra gli approfondimenti figurano il riesame del materiale genetico prelevato dalle unghie della vittima, misurazioni antropometriche e una consulenza su un’impronta rinvenuta sul pavimento della casa. Si tratta di accertamenti il cui significato deve essere valutato nel confronto tra accusa e difesa: la loro esistenza, da sola, non consente di anticipare l’esito del procedimento. La stessa agenzia riferisce che, dopo l’eventuale nuovo avviso, i legali potranno depositare le proprie consulenze nei termini previsti.
Sul delitto esiste già una condanna definitiva a carico di Alberto Stasi, allora fidanzato di Chiara. La nuova indagine su Sempio non la cancella automaticamente. È in questo quadro, segnato da una sentenza e da accertamenti ancora aperti, che si collocano le parole di Taccia: il racconto di chi difende un indagato e, prima ancora, ha condiviso con lui un breve periodo della propria vita. Per stabilire responsabilità penali serviranno gli atti e le decisioni dei giudici, non una valutazione sul carattere formulata da chi gli è vicino.