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IL GIALLO

Torino, corpo smembrato in un appartamento: la chiamata della madre e i punti da chiarire

Dalla chiamata al 112 all’appartamento di via Gulli: la polizia ascolta due giovani e cerca di ricostruire le ultime ore dell’uomo trovato morto

25 Settembre 2026, 13:51

14:00

Torino, corpo smembrato in un appartamento: la chiamata della madre e i punti da chiarire

Mio figlio ha fatto del male a uno: la chiamata al 112, poi il cadavere fatto a pezzi trovato in un appartamento

Una madre chiama il numero d’emergenza, la polizia raggiunge un appartamento e trova un corpo smembrato. A Torino l’indagine parte da questa sequenza, ma deve ancora chiarire chi fosse la vittima e che cosa sia accaduto prima della telefonata.

La segnalazione è arrivata al 112 intorno alle 23 di ieri. Secondo le prima ricostruzioni, a telefonare è stata una donna preoccupata per ciò che il figlio avrebbe fatto a un’altra persona. L’intervento della polizia ha portato, nella notte, alla scoperta del corpo di un uomo in un appartamento nel quartiere Madonna di Campagna, a Torino. La chiamata è il primo passaggio noto di una vicenda sulla quale restano ancora domande decisive.

La chiamata e il ritrovamento

Dopo l’allarme, gli agenti hanno rintracciato la donna e il figlio, un giovane intorno ai vent’anni. Le verifiche li hanno condotti a un altro alloggio, in via Gulli, dove sono stati trovati i resti umani. Il corpo era stato fatto a pezzi e collocato in grossi sacchi neri nel bagno; nello stesso locale sarebbero stati notati anche alcuni coltelli. Si tratta di elementi riferiti dalla testata nell’immediatezza dei fatti: non chiariscono, da soli, né come l’uomo sia morto né chi abbia compiuto le azioni successive.

L’abitazione del ritrovamento non sarebbe quella in cui si trovavano madre e figlio al momento dell’intervento della polizia. Anche questo passaggio conta nella ricostruzione: occorre stabilire chi avesse accesso all’appartamento di via Gulli, quando vi sia entrata la vittima e quali persone siano passate da lì nelle ore precedenti alla chiamata. Sono interrogativi aperti, non risposte già contenute nella disposizione dei luoghi.

Le persone ascoltate dagli investigatori

L’indagine è affidata alla Squadra mobile. Due giovani, entrambi all’incirca ventenni, sono stati accompagnati negli uffici della polizia per essere sentiti su un loro eventuale coinvolgimento. Gli agenti stanno raccogliendo anche le dichiarazioni di altre persone. Nell’alloggio del ritrovamento era presente una donna la cui posizione è oggetto di verifiche.

Non è stata ancora resa nota un’identificazione certa della vittima. L’uomo non risulterebbe residente nell’appartamento in cui è stato trovato. Dare un nome al corpo è essenziale anche per ricostruirne gli ultimi spostamenti e capire quale rapporto avesse, eventualmente, con le persone ora ascoltate. Allo stato delle informazioni disponibili, non sono stati accertati pubblicamente né un movente né una sequenza completa degli eventi.

Che cosa resta da chiarire

Gli investigatori valutano l’ipotesi di omicidio. Il ritrovamento dei resti nei sacchi rende urgente distinguere, attraverso gli accertamenti, le lesioni che possono aver causato la morte dagli interventi compiuti sul corpo in seguito. Serviranno inoltre riscontri sulla scena, sugli oggetti rinvenuti e sui tempi indicati dalle persone ascoltate: la loro compatibilità con gli elementi materiali sarà decisiva per ricostruire quanto accaduto. 

La telefonata della madre ha permesso di individuare l’alloggio e avviare subito le verifiche. Non permette però di stabilire quanto tempo fosse trascorso dalla morte, se qualcuno avesse chiesto aiuto in precedenza o quale fosse il ruolo delle persone presenti. Fino a quando questi punti non saranno chiariti, la scoperta dei resti e le dichiarazioni raccolte restano parti di un’indagine, non una ricostruzione definitiva.