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Visita

Trump e Xi prorogano la tregua di due mesi ma restano i nodi su tecnologia e Iran: dall'incontro fumata grigia

Vertice ricco di cerimoniale ma povero di risultati: avvio di colloqui sull'intelligenza artificiale e profonde divergenze su alcuni temi

25 Settembre 2026, 21:18

21:20

Trump e Xi prorogano la tregua di due mesi ma restano i nodi su tecnologia e Iran: dall'incontro fumata grigia

Donald Trump ha ospitato il presidente cinese Xi Jinping per un vertice ricco di cerimoniale ma povero di risultati concreti, celando i profondi disaccordi tra le due superpotenze su commercio, tecnologia e sostegno di Pechino all’Iran. Alla fine è stata concordata la modesta proroga di due mesi, fino al 10 gennaio, alla tregua commerciale già in vigore e in scadenza il 10 novembre, e sono state avviate le discussioni sulle minacce legate all’intelligenza artificiale. Mentre solo lunedì il rappresentante Usa al Commercio, Jamieson Greer, illustrerà i dettagli dei progressi compiuti e gli accordi raggiunti in numerose aree.

Il contrasto tra gli approcci di Trump, che ha esaltato i progressi fatti, e di Xi è stato piuttosto evidente. Per il tycoon la spettacolarità è stato il punto centrale, con l'obiettivo di creare legami personali e dare il segnale che entrambi i leader sono in grado di tenere sotto controllo la competizione sinoamericana. Il padrone di casa ha fatto stendere il tappeto rosso, si è recato personalmente a riceverlo sul tarmac della Joint Base Andrews e ha preparato una cena di Stato con il meglio di Big Tech e Wall Street. Ha organizzato la gran parte della giornata di giovedì, quella centrale della visita di Stato di tre giorni, con un tour della Casa Bianca e dei lavori di ristrutturazione in corso, e una rassegna di esibizioni militari. Ha incentrato i suoi interventi sul rapporto personale con Xi e sul rispetto che nutre nei suoi confronti.

Il leader comunista ha partecipato in qualità di ospite, ma ha affrontato la visita con obiettivi precisi: si è espresso in termini di relazioni tra Stati e di potenza nazionale. Il resoconto diffuso dalla parte cinese, dopo il bilaterale nello Studio Ovale, ha dato le priorità: consolidare la base di "stabilità strategica costruttiva» e usarlo per definire i confini di comportamento accettabile, limitare le restrizioni tecnologiche, prorogare la tregua commerciale, dimostrare che la Cina punta su un approccio responsabile verso l’IA e spingere Trump a opporsi all’indipendenza di Taiwan «così da gettare basi positive per lo sviluppo delle relazioni bilaterali». Desiderata che in larga parte si sono scontrati con l’innegabile divergenza di interessi. Trump ha detto a Xi che sarebbe «inaccettabile" per la Cina aiutare l’Iran, ha riferito l’ambasciatore americano a Pechino David Perdue, col sostegno di armi e intelligence costato la vita ai militari americani nel Golfo.

Xi ha messo in guardia contro una più ampia «sfida gladiatoria a somma zero» e la necessità di puntare sulla convivenza e di evitare la «trappola di Tucidide», la teoria che descrive il rischio di guerra quando una potenza nuova ed emergente sfida una già dominante. Poche ore prima di riprendere il Boeing Air China per il rientro a Pechino, il leader comunista ha svelato l’obiettivo della visita: «Quando il presidente Trump ha visitato la Cina a maggio, abbiamo concordato sulla visione di costruire una relazione costruttiva e stabilità strategica tra Cina e Usa. Questa volta, abbiamo concordato di arricchire la relazione di nuovi contenuti. Sarà una relazione costruttiva, basata sulla stabilità strategica, sul rispetto, sull'equità e sulla reciprocità». E le prospettive "saranno sempre più luminose».

Non a caso, c'è l’impegno già confermato da entrambi, come segnale di una amicizia ostentata, di rivedersi altre due volte nel 2026: all’Apec in Cina e al G20 in Florida. Unanime il parere dei media Usa: «Scarsi progressi visibili», ha scritto il New York Times; «Un vertice ricco di cerimoniale ma povero di risultati concreti», ha notato il Wall Street Journal; «Sfarzo e simbolismo», secondo il Washington Post.