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orrore a torino

Il festino a base di droga a casa della prof e il cadavere fatto a pezzi: cosa è successo in via Gulli a Borgo Vittoria

Tre i fermati, uno per omicidio e altre due per concorso in soppressione di cadavere. La vittima aveva 39 anni

26 Settembre 2026, 19:06

19:10

Il festino a base di droga a casa della prof e il cadavere fatto a pezzi: cosa è successo nella casa di via  Gulli a Borgo Vittoria

Un caso macabro, ancora avvolto da numerosi interrogativi, sconvolge il quadrante nord di Torino. Nella tarda serata di giovedì 24 settembre 2026, gli agenti hanno fatto irruzione in un appartamento ai piani alti di via Tommaso Gulli, nel quartiere Borgo Vittoria, imbattondosi in uno scenario agghiacciante: i resti sezionati di Fabio Colapietro, 39 anni, occultati in capienti sacchi neri di plastica riposti nel bagno.

L’inchiesta, diretta dalla Procura della Repubblica di Torino e affidata alla Squadra mobile, ha sinora condotto al fermo di tre persone, con posizioni differenti delineate dagli investigatori. L’allarme è scattato a seguito di una telefonata al 112. A contattare il numero unico di emergenza è stata la madre di un giovane di 26 anni, allarmata dalle confidenze del figlio e dal timore che potesse aver fatto del male a qualcuno. Acquisite le indicazioni, le volanti hanno raggiunto l’alloggio di via Gulli.

All’interno, la polizia scientifica e i soccorritori hanno rinvenuto il corpo mutilato della vittima — nata a Chivasso e residente a Settimo Torinese —. Accanto ai sacchi con i resti di Colapietro, sono stati trovati diversi coltelli raccolti in un secchio e confezioni di cemento a presa rapida: elementi che, secondo gli inquirenti, potrebbero indicare un tentativo di occultamento o distruzione del cadavere.

La ricostruzione dei fatti resta affidata a riscontri tecnici e accertamenti di laboratorio. Il principale indiziato per l’omicidio è Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario e soppressione di cadavere. Rintracciato dagli agenti, il giovane avrebbe ammesso le proprie responsabilità nei primi colloqui, ma si attendono la formalizzazione delle dichiarazioni e l’udienza di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari. Sono state fermate anche due donne: Nicole Formichetti, insegnante di italiano in un istituto di Ciriè e locataria dell’appartamento, e Keith Butig, 22 anni. Per entrambe, la Procura non ipotizza un coinvolgimento nella fase esecutiva dell’omicidio, ma contesta i reati di favoreggiamento personale e concorso nella soppressione di cadavere. Restano da chiarire la loro eventuale presenza al momento del delitto e l’effettivo contributo prestato nelle ore successive.

Diversi i nodi investigativi ancora aperti. Occorre definire con precisione l’ora della morte e stabilire se l’uccisione sia avvenuta nel bagno dell’abitazione di via Gulli o se il corpo vi sia stato trasportato in un secondo momento. Da approfondire anche la natura dei rapporti tra la vittima e i tre fermati, così come il movente dell’aggressione. Nelle prime ore sono circolate ipotesi legate all’abuso di alcol o droghe, ma gli inquirenti sottolineano che si tratta di piste non corroborate, che potranno essere eventualmente confermate solo dagli esiti dell’autopsia, dai rilievi scientifici e dall’analisi degli spostamenti di Colapietro prima della scomparsa.

Christian Matheus De Oliveira Morando (26) ha detto al gip che il 20 settembre era andato con Keith Butig (22) nella casa torinese di Nicole Formichetti (47) per una festa.

Arrivata la vittima, Fabio Colapietro (39), considerato "il cavallino di uno spacciatore che conosce la professoressa, hanno cominciato a consumare ogni tipo di sostanza, il giorno e la notte. Il giorno dopo si sveglia e gli dicono che la vittima gli avrebbe rubato forse 50 euro, ne nasce una lite in cui tutti si sono picchiati, quindi Colapietro cade e muore". Così al termine dell'udienza di convalida in carcere l'avvocato di De Oliveira, Wilmer Perga.