Vaticano
Leone XIV a Lourdes: messa per la dignità dei fragili e incontro riservato con sette sopravvissuti agli abusi
Il pontefice ha anche fatto un appello alla conversione della Chiesa
A Lourdes la folla riempie la Prairie per ascoltare Leone XIV. Ma nel santuario che accoglie tanti pellegrini malati, la giornata del Papa parla anche delle ferite inflitte dalla Chiesa: dopo la Messa e il richiamo alla dignità di ogni vita, è atteso un incontro riservato con sette persone sopravvissute agli abusi.
La Messa nella Prairie del santuario riunisce, secondo le stime riportate, circa 150 mila persone. Tra i pellegrini ci sono malati, persone in sedia a rotelle, volontari e accompagnatori: presenze che danno un significato concreto alle parole del Papa sulla dignità di chi soffre. La celebrazione si svolge oggi nella terza giornata del viaggio di Leone XIV in Francia.
La vita fragile al centro della Messa
Nell’omelia, il Pontefice presenta Lourdes come un luogo in cui la malattia e la vecchiaia non diminuiscono il valore di una persona. Richiama la sacralità della vita e mette in guardia dalle posizioni che, a suo giudizio, tendono a misurarne il valore in base alla salute o all’autonomia. Non è un riferimento casuale: in Francia, il confronto sul fine vita ha attraversato per anni la politica, la medicina e la società, mentre la Chiesa cattolica si è opposta all’aiuto a morire e ha chiesto di dare priorità alle cure palliative.
Il richiamo assume un peso particolare proprio qui. Lourdes accoglie da generazioni pellegrini che arrivano con una malattia, una disabilità o una speranza difficile da esprimere altrove. Per Leone XIV, l’accoglienza non può dipendere dalla possibilità di guarire: chi è fragile deve poter contare su vicinanza, rispetto e cura. È il modo in cui il Papa traduce la posizione della Chiesa in un’immagine comprensibile anche fuori dal dibattito legislativo, pur senza cancellare la complessità delle decisioni che riguardano i pazienti e le loro famiglie.
Leone lega questo messaggio a un altro tema dell’omelia: la conversione. Riprendendo la tradizione spirituale del santuario e la figura di Bernadette Soubirous, invita i fedeli a interrogarsi sulle proprie scelte. Poi sposta l’attenzione sull’istituzione che guida. Anche la Chiesa, dice in sostanza, deve lasciarsi giudicare dai propri errori e affrontare le ferite provocate al suo interno. Non basta chiedere agli altri di cambiare, se non si è disposti a riconoscere ciò che è accaduto nelle proprie comunità.
Il richiamo ai vescovi sugli abusi
Prima della Messa, nell’incontro con i vescovi francesi, il Papa è stato più esplicito. Ha definito gli abusi sui minori commessi da membri del clero o in contesti ecclesiali una piaga dolorosa. Ha riconosciuto le iniziative assunte dalla Chiesa in Francia, ma ha chiesto di proseguire nell’ascolto delle vittime, nella ricerca della verità e della giustizia, nella riparazione e nella prevenzione. La vigilanza, ha sottolineato, non può venir meno.
Il peso di quelle parole si comprende alla luce del rapporto pubblicato nel 2021 dalla Commissione indipendente sugli abusi sessuali nella Chiesa, nota come CIASE. La commissione ha stimato in circa 216 mila le persone che subirono violenze sessuali da minorenni da parte di sacerdoti o religiosi in Francia tra il 1950 e il 2020; la stima sale a circa 330 mila includendo gli abusi attribuiti a laici legati alle istituzioni cattoliche. Sono stime statistiche, non un conteggio di denunce individuali, e descrivono una crisi che riguarda sia i reati sia le risposte date dalle istituzioni.
A Lourdes il tema non resta confinato ai discorsi. Prima di incontrare i vescovi, Leone XIV si è fermato davanti all’immagine di una scultura che raffigura un bambino in lacrime, posta a memoria degli abusi sui minori. Nel pomeriggio è previsto un incontro privato con sette persone sopravvissute ad abusi in ambito ecclesiale. La riservatezza protegge chi vi partecipa; non permette, da sola, di sapere quali richieste saranno presentate né quali impegni ne seguiranno.
È una distinzione importante. Un colloquio con il Pontefice può offrire ascolto a persone che per anni hanno faticato a essere credute, ma non sostituisce gli accertamenti, la protezione dei minori, le responsabilità personali e le misure di riparazione. Tra i sopravvissuti c’è anche chi guarda con cautela alla possibilità che un incontro produca cambiamenti rapidi. La questione, per la Chiesa francese, non si esaurisce dunque nel gesto di questa giornata: riguarda ciò che continuerà a fare dopo.
La visita aveva avuto un prologo, sabato sera, alla Grotta di Massabielle. Lì Leone XIV aveva pregato per la Francia, chiedendo una società capace di respingere la violenza e l’odio. La domenica mette quella preghiera alla prova di due questioni concrete: come accompagnare chi vive la malattia e come rendere giustizia a chi ha subito abusi dentro la Chiesa. A Lourdes il Papa indica una direzione; saranno le risposte date nel tempo a mostrare quanto quelle parole abbiano inciso.