MEDIO ORIENTE
Gaza, l’Idf annuncia l’uccisione dell’uomo che guidò la moto del rapimento di Noa Argamani
Israele attribuisce a Saher Nidal Latfi Sakr la guida della moto ripresa nel sequestro al festival Nova. Che cosa è stato confermato e come si è conclusa la prigionia dei due ostaggi.
Nel video del rapimento, Noa Argamani viene portata via su una motocicletta mentre Avinatan Or è condotto altrove. Quasi tre anni dopo l’attacco al festival Nova, l’esercito israeliano annuncia di aver ucciso a Gaza Saher Nidal Latfi Sakr, l’uomo che, secondo l’Idf, guidava quella moto. È un’attribuzione delle autorità israeliane, da tenere distinta dai fatti già documentati sulla sorte dei due ostaggi.
L’esercito israeliano attribuisce a Sakr un ruolo preciso: sarebbe stato alla guida della motocicletta usata per portare Noa Argamani verso Gaza. Secondo la ricostruzione delle forze armate, l’uomo entrò in territorio israeliano durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e partecipò al rapimento di Argamani e di Avinatan Or, entrambi presenti al festival musicale Nova. Le immagini diffuse quel giorno mostrarono la giovane sulla moto e Or condotto via a piedi: furono separati durante il sequestro, non trasportati insieme sullo stesso mezzo.
L’operazione annunciata dall’esercito
Secondo il resoconto delle autorità israeliane, Sakr è stato ucciso sabato 26 settembre in un attacco nella zona di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia. L’operazione, riferisce la comunicazione delle forze israeliane, ha coinvolto l’esercito, il servizio di sicurezza interna Shin Bet e un’unità della polizia. Le autorità israeliane lo descrivono come un militante legato a organizzazioni jihadiste attive a Gaza e affermano che, durante la guerra, avrebbe fornito armi ad Hamas.
L’Idf sostiene inoltre che, più di recente, Sakr avesse promosso attacchi contro civili israeliani e soldati. Si tratta di accuse formulate dall’esercito, non di circostanze accertate da una verifica indipendente resa pubblica. Anche la descrizione del suo ruolo nel rapimento resta, allo stato, quella fornita dalle autorità israeliane. Distinguere tra ciò che l’esercito dichiara e ciò che è documentato separatamente è essenziale per leggere la notizia senza attribuirle una certezza maggiore di quella disponibile.
Due liberazioni, a più di un anno di distanza
La vicenda di Argamani e Or non si è conclusa nello stesso momento. Argamani è stata liberata dalle forze israeliane l’8 giugno 2024 a Nuseirat, insieme ad altri tre ostaggi sequestrati al festival Nova: Almog Meir Jan, Andrey Kozlov e Shlomi Ziv. Or è rimasto prigioniero più a lungo ed è stato rilasciato il 13 ottobre 2025. Dopo la sua liberazione, i due si sono ritrovati. È dunque inesatto descriverli oggi come ostaggi ancora trattenuti nella Striscia.
Il nome di Sakr si aggiunge a quelli di altri uomini che l’esercito israeliano ha indicato, in precedenti comunicazioni, come coinvolti nei sequestri al Nova. In un comunicato del 2025, l’Idf aveva già annunciato la morte di Ahmad Ibrahim Rajab Sha’er, ritenuto responsabile del rapimento di Argamani e Or, e di Ahmad Abu Marhil, indicato come coinvolto in quello di Or. Le diverse attribuzioni riguardano persone e ruoli distinti: l’annuncio odierno identifica Sakr, nello specifico, come il conducente della motocicletta.
La notizia riporta l’attenzione su una sequenza di pochi istanti del 7 ottobre, ma riguarda fatti diversi e distanti nel tempo: il rapimento al festival, le successive liberazioni dei due ostaggi e l’operazione militare annunciata ora a Gaza. Tenerli separati permette di comprendere che cosa aggiunge l’annuncio dell’Idf: non un nuovo sviluppo sulla sorte di Argamani e Or, già tornati in Israele, ma una nuova identificazione israeliana di uno degli uomini accusati di aver preso parte al loro sequestro.