Pavia
Garlasco, atteso per oggi l'esito della chiusura indagini per Andrea Sempio: cosa entrerà nel nuovo avviso a lui destinato?
Tre consulenze tecniche depositate, quarto parere psichiatrico incerto e difesa che aspetta a sua volta di esaminare gli atti
Tre nuove consulenze già consegnate ai pm, un quarto approfondimento ancora incerto e una difesa che aspetta di leggere gli atti. Nel giorno fissato per la scadenza delle indagini sul delitto di Garlasco, il punto non è anticipare un verdetto: è capire che cosa entrerà nel nuovo avviso destinato ad Andrea Sempio.
La data di oggi segna la scadenza indicata per le indagini preliminari della Procura di Pavia su Andrea Sempio, unico indagato nella nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. È atteso un secondo avviso di conclusione delle indagini, accompagnato dalle integrazioni tecniche disposte dai pm dopo la prima notifica di maggio. Al momento della notizia, però, l’attesa del deposito non va confusa con la conferma che l’atto sia già stato notificato alla difesa.
Per i legali dell’indagato, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, il passaggio decisivo sarà poter leggere le nuove relazioni e confrontarle con le osservazioni già presentate dai propri consulenti. Cataliotti ha spiegato all’ANSA che la difesa è in attesa di conoscere il contenuto delle nuove prove della Procura. È una distinzione essenziale: l’esistenza di ulteriori accertamenti è nota, ma il loro peso nel procedimento non può essere stabilito prima dell’esame degli atti e del confronto tra le parti.
Perché si attende un secondo avviso
La Procura aveva già notificato a Sempio una prima chiusura delle indagini a maggio. In seguito ha disposto altri approfondimenti, anche per valutare le contestazioni tecniche avanzate dalla difesa. In una comunicazione riportata dalla Rai, l’ufficio del procuratore Fabio Napoleone aveva precisato che i termini delle indagini erano ancora pendenti, con scadenza fissata al 28 settembre, e che ai consulenti dei pm erano state affidate ulteriori verifiche. Il secondo avviso dovrebbe dunque mettere a disposizione delle parti anche il materiale raccolto dopo il primo.
L’accusa formulata nella nuova inchiesta riguarda l’omicidio aggravato di Chiara, uccisa nella casa di famiglia a Garlasco il 13 agosto 2007. Sempio respinge l’ipotesi accusatoria attraverso la propria difesa. La conclusione delle indagini non equivale né a una richiesta di rinvio a giudizio già presentata né, tantomeno, a un accertamento di responsabilità: è la fase in cui l’indagato può conoscere gli atti e far valere le proprie ragioni prima delle successive decisioni della Procura.
Le consulenze al centro del confronto
Secondo quanto riferito dall’ANSA, tre integrazioni tecniche sono state consegnate ai pm prima della scadenza: una il 7 settembre e le altre due il 23 settembre. I temi sono il materiale genetico rilevato sulle unghie della vittima, le misurazioni antropometriche di Sempio e le impronte lasciate da una suola con motivo a pallini sul pavimento della villetta. Le relazioni sono attribuite, rispettivamente, a Carlo Previderé, Cristina Cattaneo e agli esperti Giampaolo Iuliano e Nicola Caprioli. Che siano state prodotte non significa che le loro conclusioni siano già condivise dalle parti o definitivamente acquisite come prova di colpevolezza.
Resta invece incerta, secondo le informazioni disponibili, la presenza di una quarta consulenza, di carattere psichiatrico e personologico, affidata a Roberto Catanesi. L’ANSA riferisce che il lavoro presenta difficoltà perché Sempio non ha voluto sottoporsi ai colloqui. Non sarebbe corretto, quindi, trattare questa relazione come un allegato già certo dell’avviso atteso. Il dato verificabile è che la difesa conta di esaminare almeno le tre integrazioni tecniche già indicate dalle cronache come consegnate alla Procura.
Per chi dovrà valutare gli atti, conteranno il metodo seguito dai consulenti, i limiti dei materiali riesaminati e la risposta alle obiezioni della difesa. Un risultato tecnico, da solo, non racconta l’intera vicenda: deve essere collocato nella ricostruzione complessiva dell’accaduto e sottoposto al contraddittorio. Dopo la notifica del nuovo avviso, i legali potranno esaminare le integrazioni e presentare ulteriori osservazioni e consulenze; solo successivamente si chiarirà quale iniziativa processuale intenda assumere la Procura. L’ANSA riferisce che, con la nuova messa a disposizione degli atti, la difesa avrà 20 giorni per depositare le proprie ulteriori consulenze.
Il rapporto con la condanna di Stasi
Sul caso pesa anche la posizione di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. I suoi difensori, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, lavorano a un’eventuale istanza di revisione del processo. Cataliotti ha indicato anche questo come un passaggio da attendere. Si tratta, però, di un percorso distinto dalle indagini su Sempio: la loro chiusura non modifica automaticamente la condanna definitiva di Stasi e un’eventuale revisione richiederebbe un’apposita iniziativa, seguita dalle valutazioni dei giudici competenti.
È anche per questo che la pubblicazione dei nuovi atti richiede cautela. Le consulenze potranno precisare la posizione dell’accusa e offrire alla difesa elementi su cui replicare; non risolvono, nel giorno del deposito, tutte le questioni aperte da un delitto risalente a 19 anni fa. Il prossimo fatto da verificare è più circoscritto e concreto: la notifica dell’avviso, il contenuto delle relazioni allegate e le risposte che le parti depositeranno dopo averle esaminate.