il caso
Cemento, droghe e i pezzi di cadavere in sedici sacchi nel bagno: la notte di sangue a casa della prof di italiano
Dalle feste a base di crack all'incubo del corpo sezionato nell'appartamento di Nicole Formichetti che il presunto complice definisce una "Satana"
Un appartamento in via Tommaso Gulli è stato trasformato nel teatro di un delitto atroce e accuratamente orchestrato. All’interno, le forze dell’ordine hanno rinvenuto i resti sezionati di Fabio Colapietro, 39 anni, occultati nel bagno fra sacchi neri e contenitori riempiti con materiale da costruzione a presa rapida. L’abitazione è riconducibile a Nicole Formichetti, un’insegnante ora al centro dell’inchiesta della Procura di Torino insieme ad altri due giovani.
Secondo la ricostruzione investigativa, la tragedia ha avuto origine al termine di un incontro iniziato la sera del 20 settembre 2026 e proseguito fino al giorno successivo. La serata sarebbe stata segnata da un uso massiccio e protratto di sostanze stupefacenti e alcol: crack, funghi allucinogeni, LSD, cannabis, MDPHP e superalcolici. In quel contesto alterato, una violenta colluttazione sarebbe esplosa per il presunto furto di una somma di denaro o di un braccialetto.
Christian Matheus De Oliveira Morando, 26 anni, ha ammesso di aver aggredito Colapietro e di avergli stretto le mani al collo fino a causarne la morte. Le fasi successive costituiscono il capitolo più cupo della vicenda: il corpo della vittima è stato fatto a pezzi e suddiviso in sedici involucri e contenitori, lasciati nella vasca da bagno.
Per rallentare la decomposizione e cancellare le tracce, l’appartamento sarebbe stato trasformato in un cantiere improvvisato, con l’acquisto in negozi di zona di sacchi e cemento a presa rapida. Tra le ipotesi prese in considerazione dagli indagati, anche quella di trasportare i resti in una valigia o di disperderli in un fiume. Pur essendo l’imputazione di omicidio contestata a De Oliveira Morando, la posizione di Nicole Formichetti assume un rilievo centrale per gli inquirenti.
In conversazioni intercettate, il ventiseienne le avrebbe attribuito un ruolo di guida nelle fasi successive al decesso, sostenendo che fosse stata lei a voler far sparire il cadavere e definendola «Satana». La svolta nelle indagini è arrivata dopo che la madre di De Oliveira Morando ha allertato le autorità, in seguito a una telefonata farneticante del figlio che alludeva alla presenza di un corpo.
Il GIP del Tribunale di Torino ha disposto la custodia cautelare in carcere per tutti e tre i presenti nell’appartamento: De Oliveira Morando, indagato per omicidio; Nicole Formichetti e la ventiduenne Keith Butig, accusate di favoreggiamento e concorso nella soppressione di cadavere. Durante l’interrogatorio di garanzia, l’insegnante si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Il suo legale ha motivato il silenzio con un profondo stato di prostrazione emotiva. Chiarimenti definitivi sulla dinamica della morte e sulle singole responsabilità sono attesi dagli esami autoptici e dai riscontri medico-legali disposti sui resti ricomposti.

