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Inchiesta

Garlasco, De Rensis: «Rivelazioni devastanti, l'Arma dovrà fare piena luce su quanto emerso"

Risulta indagato solo Andrea Sempio; la difesa di Stasi chiede adesso revisione, verità e responsabilità su errori investigativi

29 Settembre 2026, 12:02

12:10

Garlasco, De Rensis: «Rivelazioni devastanti, l'Arma dovrà fare piena luce su quanto emerso"

«Non vedo proprio Alberto Stasi sulla scena del crimine dopo queste ultime rivelazioni che sono devastanti». Lo ha dichiarato l’avvocato Antonio De Rensis, prima di entrare insieme alla collega Giada Bocellari nel palazzo di giustizia di Pavia per ritirare gli atti dopo la chiusura delle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi che vedono quale unico indagato Andrea Sempio. De Rensis e Bocellari sono i difensori di Alberto Stasi, condannato a 16 anni dopo la prima inchiesta sull'omicidio, per il quale ora potrebbe aprirsi la strada di un processo di revisione.

«Abbiamo grande fiducia e grande stima nei confronti di chi sta conducendo le indagini senza tralasciare nulla - ha aggiunto De Rensis -. Forse è venuto il momento che qualcuno inizi a parlare e a pontificare meno. Un consulente del pubblico ministero ha l’obbligo di riferire tutto ciò che fa durante la sua attività al pubblico ministero, anche se si allaccia le scarpe, se è collegato all’incarico avuto».

Il difensore di Stasi ha spiegato di non provare rabbia dopo gli ultimi sviluppi dell’indagine: «rabbia no, perchè è un sentimento negativo. Io amo perdonare, ma certamente non ci fermeremo davanti a nessuna responsabilità e sono sicuro che il Comando generale dell’Arma dei Carabinieri farà piena luce su quanto è emerso. Non è vero che si attaccano i Ris: i singoli uomini sono una cosa, i Ris e l’Arma dei Carabinieri un’altra. Non devo dire io al Comando generale ciò che deve fare: credo che vorranno capire fino in fondo cosa hanno fatto alcuni militari dell’Arma. Qualcuno ieri mi ha detto di pesare le parole. Gli ho replicato di denunciare tutti i giornalisti che facendo il loro lavoro non fanno altro che evidenziare un dato di fatto: nessuno ha detto ad alcuno che c'erano due dati altamente negativi nell’indagine su Stasi. Questo andrà spiegato. Non ci si può più nascondere dietro ai "non ricordo". Qualcuno dovrà spiegare come mai il pm Rosa Muscio, alla Procura di Vigevano durante la prima inchiesta, questi dati non li ha avuti».

«Insieme alla collega Bocellari, che lotta da 15 anni in questa vicenda, devo cercare di far acclarare l’innocenza di Alberto - ha affermato De Rensis -. Altri dovranno perseguire chi ha commesso errori e orrori. Un anno e mezzo fa, quando ho iniziato a parlare di orrori, qualcuno sorrideva. Ma un avvocato, che ha doveri deontologici anche nei confronti dei propri colleghi, dentro la parola orrori mette tante cose».

«Alberto osserva quanto sta succedendo - ha concluso De Rensis -. Preferisco non entrare nell’animo di Alberto, che sta facendo un grande lavoro per avere equilibrio rispetto a questa dolorosa e tragica vicenda».