Nuova inchiesta
Garlasco, "Sempio teso e assediato": il legale convinto che il Dna lo scagioni
Liborio Cataliotti respinge le nuove accuse e critica la BPA della procura: impossibile un rinvio a giudizio senza la revisione per Stasi
«Era teso e aveva la casa assediata dai giornalisti. Alla fine la notifica è arrivata un’ora dopo che lo avevo riaccompagnato». Lo afferma, in un’intervista al quotidiano La Repubblica, l’avvocato Liborio Cataliotti, difensore di Andrea Sempio, commentando la chiusura delle indagini della nuova inchiesta per l’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco. «Il mio assistito è innocente, anche perché l’unica nuova prova, quella sul dna, è a nostro discarico» aggiunge.
Sulla vostra Bpa (analisi della forma e della distribuzione delle tracce di sangue ndr) la procura parla di «ipotesi ricostruttive non suscettibili di conferma diretta». «Ci sembra - prosegue Cataliotti - parli delle proprie di ipotesi, pensavamo si riferissero alle ricostruzioni del Ris di Cagliari. È la loro Bpa che è congetturale, poco scientifica e disancorata da qualsiasi risultanza, non quella di Palmegiani: l’assassino è andato in bagno e si è specchiato? Risulta si sia lavato nel bagno della cucina? O che sia scappato dal retro? Viene contestata la nostra scientificità, ma rimarchiamo le stesse considerazioni sulla Bpa del Ris. Ed è in controtendenza rispetto a quella affidata all’ingegnere Simone Tiddia, con immagini dell’assassino assai diverse».
Anche le vostre consulenze sulla 33 e sull'impronta a pallini sono state cassate. Siete delusi? «La procura - afferma ancora il legale di Sempio - si è rivolta agli stessi consulenti, che non possono che confermare quello che hanno già detto. La dottoressa Cattaneo ha fatto delle misurazioni, Iuliano e Caprioli hanno preso le risultanze del Ris di Parma: noi abbiamo preso le une e le altre e le abbiamo date ad un progettista di scarpe, mi sarei aspettato lo stesso dalla procura. Meglio per noi».
È possibile un rinvio a giudizio di Sempio senza la revisione per Stasi? «Sarebbe illogico. Il primo caso nella storia della procedura penale» conclude Cataliotti.