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la storia

Il dentista e l'agente della sicurezza in incognito: chi sono gli "eroi" che hanno salvato i passeggeri del volo Flydubai

La drammatica colluttazione ad alta quota prima delle manovre dei piloti fuori servizio e del salvataggio nello scalo saudita di Tabuk

30 Settembre 2026, 21:06

Il dentista e l'agente della sicurezza in incognito: chi sono gli "eroi" che hanno salvato i passeggeri del volo Flydubai

Un incubo ad altissima quota trasformato in un miracolo. Il volo FlyDubai FZ1073, in rotta a oltre diecimila metri d’altezza, si è improvvisamente tramutato nel teatro di un drammatico tentativo di dirottamento, evitato solo grazie al sangue freddo del comandante e al coraggio fulmineo di tre passeggeri.
L’allarme è scattato quando l’aereo è piombato improvvisamente in picchiata tra le urla dei passeggeri e le sirene di decompressione. Dalla cabina di pilotaggio, rimasta parzialmente aperta a causa di una violenta colluttazione, si udivano grida disperate.

All’interno, il copilota stava cercando di spingere violentemente la cloche verso il basso per far precipitare l’aereo, danneggiando al contempo i monitor di bordo. A terra, ferito e sanguinante, giaceva il comandante Machchhar, pilota indiano con alle spalle ben 10 mila ore di volo ed da quattro anni in forza alla compagnia emiratina. Nonostante le gravi condizioni fisiche, Machchhar è riuscito a sbloccare la porta da dentro con le sue ultime forze, allertando l'equipaggio ed impedendo che il velivolo venisse portato all'impatto.

Nelle prime file della cabina passeggeri, tre uomini israeliani hanno compreso immediatamente la gravità della situazione e si sono lanciati verso la parte anteriore del jet. Tra loro vi erano Shota Mosayeb, un medico dentista, Yaniv Hayon e un agente della sicurezza in incognito, presente a bordo nell’ambito delle consuete procedure di copertura sui voli verso la regione.

Nonostante gli scossoni violenti e lo spazio ridottissimo della cabina, i tre si sono scagliati contro l’attentatore. «L’aggressore stava distruggendo i monitor. Gli ho stretto il collo e l’ho tirato fuori dalla cabina. Ho afferrato i comandi fino a quando l’aereo ha iniziato a stabilizzarsi», ha dichiarato Yaniv Hayon. Dopo un cruento corpo a corpo — testimoniato da scatti fotografici che ritraggono le camicie dei passeggeri intrise di sangue — l'aggressore è stato immobilizzato e disarmato a terra.
A quel punto è scattata la fase di gestione dell'emergenza. A bordo vi erano alcuni piloti fuori servizio in viaggio di trasferimento; presi immediatamente i comandi del Boeing, sono riusciti a stabilizzare l'assetto di volo e hanno dichiarato l'emergenza, chiedendo l'autorizzazione per un atterraggio immediato all'aeroporto di Tabuk, lo scalo saudita più vicino.
L'aereo è toccato terra in sicurezza sulla pista di Tabuk, dove le autorità locali hanno fornito piena assistenza ai passeggeri sotto shock. «I sauditi ci hanno trattato in maniera meravigliosa. Siamo grati di essere a casa, è un miracolo», hanno riferito i passeggeri Ofir e Assaf subito dopo il rientro in patria. In serata, un volo di soccorso operato da FlyDubai con le verifiche di sicurezza del Mossad ha riportato i passeggeri all'aeroporto Ben Gurion, dove l'equipaggio e i passeggeri eroi sono stati accolti dal premier Benjamin Netanyahu.