La decisione
L'Italia proroga di due settimane controlli Schengen con la Spagna. «Ora più Cpr e rimpatri»
Il governo estende il blocco alle frontiere iniziato per l'emergenza Ceuta e annuncia nuovi centri per incrementare l'espulsione degli irregolari. In Sicilia aumenteranno i posti
L’Italia ha deciso di prorogare per altre due settimane lo stop al trattato di Schengen per le frontiere aeree e marittime con la Spagna. La motivazione sarebbero le causa delle persistenti criticità registrate nell’exclave di Ceuta. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha confermato la misura dopo un vertice con il Comitato di analisi per l'immigrazione, ravvisando ancora i rischi reali di ripercussioni sul territorio nazionale che due mesi fa avevano originato il primo blocco. Con ogni probabilità Madrid risponderà prolungando a sua volta le verifiche sui passeggeri italiani oltre la data del 7 ottobre. Lo scontro diplomatico precede di poco il Consiglio "Gai", sede in cui la Commissione Europea presenterà «un piano di azione per prevenire e contrastare gli arrivi illegali improvvisi di massa dei migranti con l’intento di rafforzare la cooperazione tra i Paesi membri, consolidare le frontiere esterne dell’Ue, smantellare il traffico dei migranti e potenziare i rimpatri».
Sul piano interno, il dicastero di Via Arenula intende intensificare la gestione dei flussi procedendo rapidamente all'ampliamento della rete dei Centri di permanenza per i rimpatri. Come precisato dallo stesso ministro, l'esecutivo continuerà a lavorare «all’attivazione di ulteriori 106 posti in strutture già esistenti in Sicilia, Sardegna e Lazio e abbiamo avviato, inoltre, le procedure per la realizzazione di nuove strutture in varie regioni: uno in Campania, in Calabria, in Toscana e in Emilia Romagna, due in Trentino Alto-Adige». L'obiettivo rimane l'incremento delle espulsioni, in un percorso sostenuto anche da una recente assunzione straordinaria di cinquecento agenti di polizia dedicati alla prevenzione e al controllo dei confini, mentre il bilancio provvisorio dell'anno registra numeri in forte crescita: «Nell’anno in corso sono già oltre 6.500 i rimpatri tra forzati e volontari assistiti e si sta procedendo celermente con ritmo crescente. In proiezione, di qui alla fine dell’anno - annuncia - toccheremo una cifra record».