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Francia, benzina su un preside a Marsiglia: la protesta dei liceali sfugge al controllo e diventa guerriglia

Scontri e fiamme davanti agli istituti francesi mentre la rabbia per la carenza di personale lascia il posto alle violenze di piazza

01 Ottobre 2026, 19:47

19:50

Francia, benzina su un preside a Marsiglia: la protesta dei liceali sfugge al controllo e diventa guerriglia

L’ondata di mobilitazione dei liceali francesi, nata per denunciare classi svuotate e tagli al personale, ha toccato il suo apice di violenza a Marsiglia, dove il dirigente del liceo Victor-Hugo è stato vittima di una grave aggressione all’esterno dell’istituto il 1° ottobre 2026.

La Regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra ha riferito che il preside e alcuni dipendenti sarebbero stati cosparsi di benzina, prima che l’intervento dei soccorsi scongiurasse conseguenze ancora più drammatiche. La Procura di Marsiglia ha confermato l’attacco e il ferimento del dirigente, aprendo un’inchiesta per chiarire la dinamica dei fatti.

L’episodio non è rimasto isolato. Sempre nel capoluogo provenzale, davanti al liceo Saint-Exupéry (da non confondere con l’omonimo istituto della periferia parigina), centinaia di giovani hanno circondato un mezzo dei vigili del fuoco accorso per spegnere alcuni roghi: i pompieri sono stati costretti ad abbandonare il veicolo, poi dato alle fiamme. Scene analoghe a Nantes, dove un incendio scoppiato al liceo Nelson-Mandela ha imposto l’evacuazione immediata dell’edificio senza provocare feriti, e, nei giorni precedenti, a Lille e Rennes tra lanci di pietre, cassonetti incendiati e uso di lacrimogeni. La protesta era divampata a metà settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, nel Val-de-Marne, di fronte a una cronica carenza di docenti, personale sanitario e assistenti per studenti con disabilità.

Sospinta dalla cassa di risonanza dei social — in particolare TikTok, Snapchat e Instagram — la pratica dei blocchi si è propagata rapidamente in tutta la Francia, coinvolgendo oltre 400 istituti con livelli diversi di perturbazione e sospensione delle attività didattiche. Un malessere che affonda in criticità strutturali: secondo i dati della DEPP, nell’anno scolastico precedente quasi il 10% delle ore previste non è stato svolto per assenze non sostituite e chiusure.

Di fronte all’escalation, il governo ha attivato una cellula di crisi. Il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha convocato sindacati, associazioni dei genitori e rappresentanti studenteschi per venerdì 2 ottobre, mentre nell’accademia di Aix-Marseille oltre quaranta scuole sono passate temporaneamente alla didattica a distanza per tutelare l’incolumità di alunni e personale. Sul piano politico lo scontro resta acceso: da Matignon arrivano accuse a La France insoumise e alle frange dell’ultrasinistra di alimentare la rivolta, mentre l’opposizione respinge ogni addebito e rivendica l’autonomia del movimento studentesco.